La rabbia dell’Appennino: quinto giorno ancora al buio
A Pavullo, Montese, Polinago e Serra utenze ancora scollegate. Tecnici al lavoro con una motoslitta Il sindaco Mazza protesta: «Fosse successo a Modena tante teste di Hera sarebbero già cadute»
Non è ancora finita. Sembra davvero incredibile, ma in Appennino c'è una fetta di popolazione per cui oggi sarà il quinto giorno al freddo, senza luce. Quasi cronaca d'altri tempi. E invece succede nel 2015, a partire dal circondario di Pavullo, tra le tormentate frazioni di Niviano, Monzone, Renno e Olina: «Non so più cosa dire – osserva amaro il sindaco Romano Canovi, anche lui fra i senza luce – è una cosa fuori di ogni grazia di Dio. E in più dobbiamo fare noi il front office di Hera, prendendoci di tutto dalla gente. E non è detto che non ci voglia anche un altro giorno». Situazione tesa anche a Montese: «A Montalto e Semelano ci sono parti prive di corrente da giovedì – rimarca il sindaco Luciano Mazza – manca energia in alcuni pompaggi dell'acquedotto, in particolare a Gea, e presto andremo in crisi. Se fosse capitata una cosa così attorno a Modena, sarebbero già saltate delle teste a Hera». Grazie alla disponibilità di una motoslitta da Sestola, l'azienda conta di risolvere il problema centrale, quello sulla media tensione, nella giornata di oggi. Da Sestola arriva però anche la rabbia di Carmen Iattoni per il lungo blackout della frazione di Castellaro, zona Tanelle: «Qui parte del paese ha riavuto la corrente solo oggi e sono quasi tutti anziani. Io stessa ho in casa tre malati rimasti al freddo. Ho chiamato in Comune ma non si è fatto vivo nessuno. I carabinieri di Pavullo invece sono arrivati subito a controllare quando li abbiamo avvertiti della situazione qui. Ci hanno detto che possiamo fare denuncia, se vogliamo, e credo proprio che lo faremo. Sono preoccupata anche per un signore che vive in una roulotte nel bosco, lo chiamano Joe: nessuno sa niente di lui». «Io ho il telefono acceso 24 ore su 24 e il mio numero lo sanno tutti – replica il sindaco Marco Bonucchi – e in Comune è sempre rimasto aperto un ufficio nell'emergenza. Mi dispiace per la situazione, ma di segnalazioni da lì non ne risultano». Ancora sette case senza luce anche nelle borgate di Polinago, ma il quadro complessivo è nella normalità. A Serramazzoni invece restano ancora nodi da sciogliere: «A Monfestino ci sono cavi difficili da sostituire perché praticamente sostengono le piante, che altrimenti crollerebbero - spiega l'assessore Simone Gianaroli – e serve l'intervento speciale dei vigili del fuoco. A Montagnana abbiamo tratti dove non c'è un metro di filo sano e purtroppo occorreranno ancora giorni per il ripristino». Da Palagano arriva poi lo sfogo di Fabio Braglia contro chi ha lasciato soli nell'emergenza: «Oggi che sono tutti tornati al lavoro ti cercano, ti chiedono se hai bisogno, quanta neve c'è... Ma i migliori sono quelli che ti chiamano e ti dicono: 'Finalmente ti trovo, sono giorni che provo a contattarti per sapere se avevate bisogno...' 'Siamo rimasti senza luce per parecchio – rispondo io - ma almeno il telefono è sempre andato...». Sul fronte viabilità, ci sono al lavoro anche le turbine della Provincia sulla Giardini e la Sp 486 per allargare la sede stradale. Intanto, la Protezione civile ha iniziato, su richiesta della Regione, una prima ricognizione dei danni per la richiesta al Governo dello stato d'emergenza.
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