Ladri all’assalto di Sorgea Svuotato il magazzino
Finale. Hanno manomesso con facilità l’allarme e scelto con cura il bottino Spariti un furgone nuovo, costosa attrezzatura per le fughe di gas e pure il vino
FINALE. Migliaia di euro in attrezzature nuove, un furgone appena acquistato, persino costosissimi detector per individuare le fughe di gas.
Ha dell’incredibile -e dell’inquietante - il furto commesso ieri notte nei magazzini di Finale della Sorgea, la multiutility intercomunale che ha sede proprio a Finale. I ladri hanno potuto accuratamente selezionare le apparecchiature, non disdegnando le... bisbocce. Si sono infatti portati via tra l’altro anche alcune bottiglie di vino conservate nel frigo della mensa, dove gli operai consumano qualche fugace pasto nel corso delle pause. E verrebbe da dire che sono pure ladri ecologisti, visto che si sono preoccupati di caricare in un furgone (che hanno accuratamente scelto) persino una bicicletta, per gli spostamenti veloci, anche quella svanita.
Il furto ha nelle premesse le caratteristiche dei furti commessi dai nomadi. Siamo in via fratelli Bonacatti, nel quartiere residenziale adiacente al campetto sportivo Masi. I soliti noti infatti hanno tagliato la recinzione e piegato la siepe, in un’area del perimetro nascosta dalla strada. Tecnica questa, utilizzata quasi sempre dai nomadi, per garantirsi una via di fuga. Ma l’abilità con la quale i soliti noti hanno poi manomesso l’impianto di allarme lascia presupporre trattarsi di slavi, in particolare romeni, notoriamente esperti di elettronica, in questi casi. I ladri infatti hanno spaccato una finestra sul retro e forzato l’inferriata e una volta all’interno hanno finito di disarmare l’allarme. Prima tagliando i cavi dell’alimentazione elettrica, poi trovando in un battibaleno l’impianto-batteria di alimentazione autonoma, che entra in funzione quando viene a mancare la luce. Così hanno avuto il tempo di selezionale il bottino. Scegliendo anzitutto un furgone Kangoo nuovo di zecca, con tutta la dotazione di attrezzature di cui dispone. Per prenderlo ne hanno spostato un altro, che evidentemente non era abbastanza nuovo per le loro aspetative. E poi sul furgone hanno caricato di tutto, specialmente attrezzatura da cantiere, come per l’appunto i trapani, gli alimentatori di corrente e altre amenità.
Quindi vino, bici e altra attrezzatura, inclusi i costosi machinari per individuare le fughe di gas in strada. Roba destinata alla “fiera” dell’Est, visto che in Italia non potrebbe che destare immediato sospetto. Quindi, con tutta calma, hanno potuto aprire il cancello di ingresso del magazzino e volatilizzarsi. Il bottino complessivo ammonta a decine di migliaia di euro.(a.setti)
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