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«Lasciate prescrivere i processi minori»

di Carlo Gregori
«Lasciate prescrivere i processi minori»

Troppe cause: Zanichelli invita a mantenere sul binario morto le cause per reati più lievi che “scadono” entro tre anni

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Se la previsione della prescrizione è da qui a due anni e mezzo, un processo “minore” potrà restare sul binario diretto verso il cimitero delle cause. Accogliendo l’ “invito” fatto dalla Corte d’Appello di Bologna nel novembre 2013, nei giorni scorsi il presidente del Tribunale di Modena, giudice Vittorio Zanichelli, ha spedito una lettera riservata a magistrati e avvocati per rendere nota l’applicazione in chiave modenese di questa sorta di “eutanasia” processuale. Il suo provvedimento, lungo quattro pagine, è molto articolato e dettagliato. Si fonda sulla presa d’atto che, a fronte di una situazione di emergenza per le scarse risorse disponibili (parla di "stato di necessità"), ogni giorno nelle aule del Palazzo di Giustizia si discutono cause che non hanno speranza di concludersi nei tempi previsti dalla legge. La domanda è quindi: quali sono quelle più rilevanti da discutere? Cause prioritarie sono considerate da Zanichelli quelle citate nell’articolo 132 Bis del Codice di procedura penale, quelli con parte civile, le lottizzazioni abusive, i reati ambientali, i reati contro i minori, i reati contro il patrimonio aggravati , il furto aggravato, i reati tributari con sequestro preventivo e i fatti che suscitano particolare allarme sociale.

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Zanichelli invita proprio a seguire queste cause, rinunciando al contempo a quelle minori. Quelle instradate sul binario morto sono cause che dalla prima udienza si prevede cadranno in prescrizione dopo due anni e sei mesi (tre davanti al Gup) e non prevedono una parte civile. Un periodo che comprende anche altri gradi, ovviamente. Ad alto rischio, ricorda il presidente, sono i processi a citazione diretta quando mancano tre anni alla prescrizione già in fase di smistamento.

Sono quei processi che la Corte d’Appello un anno e mezzo fa aveva definito nella sua circolare ai Tribunali regionali come cause «non prioritarie». E in attesa della pronuncia del Consiglio superiore della magistratura, la Corte d’Appello di Bologna invitava i singoli presidenti dei Tribunali da Piacenza a Rimini a emanare ulteriori misure di coordinamento. Ciò che per Modena Zanichelli ha fatto ora comunicandolo però in forma riservata.

I magistrati e i “vpo” hanno già avuto modo di leggere questo provvedimento, mentre gli avvocati penalisti ne discuteranno presto in una speciale riunione delle Camere Penali modenesi.

In generale, il provvedimento suscita perplessità di diversa natura, anche se viene ritenuto condivisibile nelle sue ragioni di fondo. Non piace a molti operatori della giustizia modenese perché c’è motivo di ritenere che un passo del genere porti a un esercizio discrezionale dell’azione penale. In altre parole, il rischio è che sia il singolo giudice a decidere quali processi valorizzare e quali lasciare andare verso una serena prescrizione. È invece una questione della quale si deve occupare il legislatore e si auspica che possa farlo al più presto.

Il problema della prescrizione è vivo soprattutto a Modena, come indicano i recenti dati statistici per il 2013-14 presentati proprio in Corte d’Appello a Bologna in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario. La nostra città è seconda in regione in quasi tutte le sedi: per il Collegio la prescrizione è intervenuta per il 7,6% delle cause, per il monocratico quasi il 15%, per il Gip/Gup quasi l’11% .

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