Modenantiquaria rivela il cuore dell’arte antica
I padiglioni della fiera ospitano 150 espositori italiani e stranieri. L'inaugurazione con il presidente della Regione Bonaccini e l'esperto d'arte Philippe Daverio
MODENA. Modenantiquaria, passata dalle mani delle Studio Lobo a quelle di ModenaFiere, punta a trovare una nuova e più concreta visibilità, soprattutto a livello internazionale, con lo sguardo all'Expo di Milano che aprirà fra tre mesi. E proprio nel capoluogo lombardo è avvenuto, l'8 gennaio scorso, il rilancio con una conferenza stampa nazionale alla quale è intervenuto anche Philippe Daverio. L'innovazione si avvera con il ritorno al passato, cioè con il recupero di famosi nomi dell'antiquariato, che saranno con i loro gioielli di gran pregio fra i 150 di questa ventinovesima edizione, fino al 22 febbraio, nei padiglioni della Bruciata.
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A sostenere la fiera sarà l'Associazione Antiquari d'Italia, il cui presidente Carlo Orsi esporrà in fiera il "Genio Rezzonico" di Antonio Canova, calco in gesso del busto gigante situato sul lato destro del monumento a Clemente XIII Rezzonico in San Pietro a Roma. E con Orsi - dice Pietro Cantore, presidente dell'Associazione Antiquari Modenesi, - altri nomi di prestigio, come Fabrizio Moretti, Enzo Savoia. Notevole è l'investimento per rilanciare la kermesse, che comprende anche la sezione Excelsior per la pittura dell'800 e il salone Petra che farà bella mostra di antichità per esterni.
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Tante le riviste internazionali che parlano di questo appuntamento, con l'immagine di Francesco I d'Este, ritratto da Bernini, diventato familiare anche all'estero. Modenantiquaria è la più importante manifestazione annuale in Italia. E per migliorarla abbiamo riunito tutte le forze». Eccellenza ed elevatezza conferisce all'evento la presenza della Galleria Estense con la mostra "La vertigine del collezionismo" che si compone di una trentina di pezzi, ampiamente differenziati ma sempre di altissima qualità. «È un passo di grande rilievo - sostiene il soprintendente Stefano Casciu - che Modena riesca a riconoscere un patrimonio comune. Dipinti, sculture, ceramiche, camei, avori per una esposizione di 30 "mirabilia" in uno stand dove ci si può iscrivere all'Associazione Amici del Museo. Abbiamo esplorato i depositi per reperire opere anche inedite che figureranno alla Galleria Estense che sarà aperta in maggio, dopo il terremoto di tre anni fa. Intanto è possibile visitare il Palazzo Ducale di Sassuolo, dove sono eposti 150 nostri capolavori». Non ha dubbi il presidente di Modena Fiere Alfonso Panzani della «maggior forza della fiera di quest'anno che ha trovato un efficace connubio con il territorio. C'è la possibilità di visitare pure la mostra al Mef, che celebra Enzo Ferrari e Luciano Pavarotti. Prezzi scontati anche per chi andrà al Museo di Maranello». E per l'assessore alla cultura Gianpietro Cavazza «tutto questo rappresenta un chiaro esempio di integrazione tra soggetto pubblico e privato, finalizzato alla promozione di tutta la città». Modenantiquaria merita una visita. «Non di corsa - ritiene Carlo Galassi, presidente della Confcommercio - perché ogni pezzo va ammirato come opera creativa di un artigiano. Ha una sua storia. Questa fiera promuove la conservazione e la divulgazione della cultura».
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