Gazzetta di Modena

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LA TRAGEDIA

Morto Alberto, papà di Greta Benincasa

Morto Alberto, papà di Greta Benincasa

Maranello. Lo scoppio in via Resistenza: il decesso il giorno dopo quello della figlia. La mamma Beatrice rimane grave

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MARANELLO. Dopo Greta, la figlia di 22 anni, si ne è andato anche il papà. Non ce l’ha fatta Alberto Benincasa, 50 anni, imbianchino molto conosciuto a Pozza, dove viveva in via Palermo con la moglie Beatrice, pure lei gravissima presso il centro grandi ustionati dell’ospedale Bufalini di Cesana. È qui che l’altro giorno, verso le 13, il cuore di Alberto si è fermato per sempre. Solo un giorno e mezzo prima si era spento quello di Greta, che era in cura nell’altro centro specializzato a Parma, assieme al suo fidanzato, il trentenne Gabriele Pinna originario di Carbonia.

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I due giovani soltanto da qualche settimana si erano trasferiti andando a vivere insieme a Maranello, in via Resistenza. Una villetta due piani: al pian terreno Stefano Coscione , 22 anni, con la giovane moglie e la figlia di neanche un anno. Sopra, al primo piano, Greta e Gabriele.

La sera del primo febbraio la famiglia si riunisce per un compleanno: Greta chiama a cena i sui genitori, Alberto e Beatrice. E poi accade l’imprevedibile. Il racconto del vicino ben spiega quei drammatici momenti . Stefano Coscione, 22 anni: «Eravamo a cena, una serata come tante altre. Improvvisamente abbiamo visto dalla finestra come un meteorite, una specie di palla luminosa che ha illuminato a giorno tutta la strada. In contemporanea è arrivato il boato, un rumore pazzesco. I nostri mobili si sono alzati per aria per poi ricrollare sul pavimento. Abbiamo sentito il rumore del crollo del muro al piano di sopra, i mattoni che cadevano nel giardino. La casa tremava, ho pensato che potesse crollare da un momento all’altro.

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Ho aiutato i quattro a scendere le scale. Li ho aiutati a scendere le scale, li ho portati fuori e fatti sdraiare per terra. Con le coperte ho iniziato a coprirli per soffocare il fumo, togliendo i vestiti che bruciavano» I quattro vennero portato a Baggiovara e al Policlinico e poi Greta e Gabriele a Parma, Alberto e Beatrice a Cesena. Le loro condizioni erano terribili: l’esplosione e la successiva fiammata li aveva centrati in pieno trasformandoli in torce umane. I primi soccorritori parlavano di gravi ustioni sul sessanta, settanta per cento del corpo. Solo Gabriele, il fidanzato 30enne, era quello che, pur nella gravità delle ferite riportate, era stato un po’ risparmiato dal fuoco. Greta ha lottato una settimana poi, nonostante le assidue cure, non ce lì’ha fatta. Domenica è deceduto il papà. Beatrice Bettuzzi, la mamma, è in prognosi riservata, in condizioni gravi e stabili. Il figlio Riccardo Benincasa, 25 anni appena compiuti, è distrutto. Da poco ha iniziato a lavare nella falegnameria del padre della sua compagna a Savignano. «Cerca di reagire - dicono alla falegnameria - ma è durissima».

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Quanto ai funerali di padre e figlia, ancora non è stata fissata alcuna data: la magistratura, che ha aperto un’inchiesta sullo scoppio, non ha ancora dato il nulla osta. Alberto Benincasa, artigiano, imbianchino, era beneamato nella frazione di Pozza: «Una persone gentile, sempre disponibile - dicono al bar - questa è una tragedia incredibile».

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