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’Ndrangheta, la Bassa ne discute e si divide

’Ndrangheta, la Bassa ne discute e si divide

Nuove intercettazioni sul caso Bianchini, incontro a Concordia e polemiche sull’affare Cispadana

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Le indagini sul radicamento della ’Ndrangheta non si interrompono, così come le polemiche sulla Cispadana, l’affare da 1,5 milioni di euro nel quale sono coinvolte ditte e persone già sfiorate da altre inchieste sulle infiltrazioni.

Ieri è trapelata la famosa intercettazione di una delle tante conversazioni tra il boss Michele Bolognino, quello con cui Bianchini aveva stretto la “collaborasione” evocata in un’altra intercettazione, con il crotonese Giuseppe Richichi accusato di associazione di stampo mafioso ed un operaio. Di questa conversazione erano già noti i contenuti (ovvero l’accordo che gli operaidel clan assunti da Bianchini non dovessero versare la Cassa edile, trattenuta dal clan). Ma non i toni: ad ascoltarla ci si fa l’idea di quale virulenza ci fosse in quelle espressioni: «La cassa edile è volata? Ed io non ti do i soldi in nero.. me li tengo.. è volata il problema qual'è...».

Su queste ed altre tematiche ci si confronta oggi in tutta la Bassa. Stasera a Concordia (ore 18.30), dove il sindaco ha convocato nella sala conferenze del nuovo municipio un incontro con i genitori, per rassicurarli con l’aiuto delle istituzioni preposte circa la rimozione dell’amianto sotto la scuola, dopo i lavori di Bianchini e la scoperta di alcuni frammenti. Ma in questi giorni sono venute alla luce intercettazioni non così rassicuranti.

Alle ore 21 poi nella sede di Rifondazione di Modena in via Canaletto Sud 151 si parla di mafia in Emilia. La segretaria provinciale Judith Pinnock ne discuterà con Gaetano Gato Alessi co-autotre del dossier sulle mafie in Emilia Romagna e, in collegamento via Skype, con Giovanni Tizian.

Intanto la questione Cispadana continua a tenere banco, per l’immenso affare che la costruzione della - contestatissima - autostrada rappresenta. Nel batti e ribatti tra Movimento a 5 Stelle - che ha chiesto una moratoria - e Pd - che vuole l’autostrada così come è stata progettata sul corridoio pensato negli anni Sessanta per una strada di collegamento tra i paesi - ora rilanciano i grillini.

«Il parlamentari del Pd, con il loro sostegno incondizionato alla realizzazione dell’autostrada, dimostrano di confondere i concetti di “grandi interessi” con “interesse pubblico”». I parlamentari M5S respingono quindi le accuse di strumentalizzazione che i parlamentari modenesi Pd gli hanno rivolto dopo la conferenza in cui il M5S ha chiesto uno stop alla realizzazione dell’autostrada fino a quando non sarà fatta chiarezza sui funzionari e sul modus operandi della aziende che hanno lavorato alle autorizzazioni.

«Che il progetto sia caldeggiato dagli imprenditori o dai concessionari – dichiarano i 5 stelle- non significa che sia condiviso e valido per l’interesse di territorio e cittadini, come dimostrano tra l’altro il parere contrario del Ministero dei Beni Culturali, le numerose prescrizioni del Ministero dell’Ambiente, l’ultimo rapporto Mal’Aria di Legambiente e i rilevi dei tanti altri comitati locali. In attesa che la magistratura faccia il suo corso, il Movimento chiede che la macchina burocratica si fermi perché dopo sarà tardi. Non si capisce a che pro invece il Pd continui a fare finta di non vedere che alcune società che compongono l'Arc devono chiarire legami economici che scottano». E vengono di nuovo citati i casi. (ase)

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