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Rinaldi: «Vittima di stalking e violenza»

di Marco Pederzoli
Rinaldi: «Vittima di stalking e violenza»

Castelvetro. Donna devasta la casa del consigliere e gli tira secchiate d’acqua per strada. Rubato anche il video

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CASTELVETRO. Gli devasta il pianerottolo e la porta di casa con della vernice, gli danneggia un frullatore e altri piccoli elettrodomestici, lui filma tutto e chiama i carabinieri, per denunciare una situazione di stalking che perdura ormai da tempo.

Questa, in estrema sintesi, la vicenda che vede vittima l’ex consigliere comunale e provinciale Bruno Rinaldi, il quale ora chiede pubblicamente l’attenzione degli organi preposti per uscire da una situazione difficilmente immaginabile. A raccontare come sono andate le cose è lo stesso Rinaldi: «L'ultimo episodio di una situazione di stalking che perdura già da anni e che è ben nota alle forze dell’ordine è iniziato sabato, quando io e la mia attuale fidanzata, verso le 20.30, siamo usciti di casa per andare a cena. Sul pianerottolo del mio appartamento in via Sinistra Guerro 27, ho notato che era stata gettata una certa quantità di tempera. Immaginavo chi potesse essere l’autore del gesto, comunque visto che c’era la telecamera e visto che dovevamo uscire, ci siamo ripromessi di ripulire all’indomani. Domenica mattina scendo dietro casa per portare a spasso il cane e la stessa persona che, come avevo potuto vedere dal sistema di videosorveglianza, mi aveva imbrattato il pianerottolo, mi ha gettato un secchiata d’acqua addosso. Non ho comunque reagito: sono risalito in casa, ho chiuso la porta e, a quel punto, io e la mia fidanzata abbiamo cominciato a sentire un gran trambusto fuori dalla porta. Dalla videosorveglianza, vediamo che la medesima persona stava ulteriormente imbrattando il pianerottolo e, questa volta, anche la mia porta di casa. Poi ha distrutto alcuni piccoli elettrodomestici che tengo in un armadietto sul pianerottolo, tra cui un frullatore e un robot multifunzione. A quel punto ho chiamato i carabinieri, che sono intervenuti dopo appena dieci minuti. I militari hanno riportato la situazione alla calma e poi li ho invitati in casa mia a visionare il filmato. I carabinieri hanno quindi potuto vedere chi è stato. Gli stessi militari mi hanno poi invitato ad andare in caserma per sporgere querela. Dal momento che era mezzogiorno e la caserma avrebbe chiuso alle 13, ho fatto presente ai carabinieri che non facevo in tempo a scaricare il filmato e portarlo. Loro mi hanno detto che avrei potuto consegnarlo anche il giorno dopo. Siamo quindi andati in caserma ma, al nostro ritorno, ci siamo accorti che in camera mia mancava l’apparecchio di videosorveglianza, con il relativo hard disk con il video dell’accaduto. E mancava solo questo in tutta la casa. Chissà cosa sarà successo… Io – conclude Rinaldi – ringrazio i carabinieri per la professionalità. Ciononostante, la sensazione è che un cittadino sia inerme di fronte a queste situazioni di prepotenza o di follia. L’auspicio rimane uno solo: che la Procura della Repubblica si adoperi, portando alla ragionevolezza una persona assolutamente identificabile e identificata».

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