Sempre più modenesi in Regione
Firmano Aurighi e Bortolamasi con Bonaccini. Rimini alla corte della Gualmini
P er il Pd è il tempo delle scelte. C’è una segreteria provinciale da nominare, e per ora nulla trapela di ufficiale. Affare difficile da mediare. L’unico nome sul quale qualcuno si è espresso pubblicamente è quello di Fabio Braglia, individuato come possibile coordinatore della segreteria provinciale. Ma sarà Lucia Bursi a decidere chi farà parte della sua squadra per rilanciare il partito prima che sia troppo tardi.
Deciderà solo lei? Non la pensa proprio così la componente malettiana che non fa mistero di voler arrivare ad una soluzione che permetta loro di valere tanto quanto le ultime elezioni hanno dimostrato. Un conto sono le urne, un conto è il partitone. Pd che è alla caccia anche di una guida modenese, dal momento che Andrea Sirotti ha da tempo manifestato di voler lasciare l’incarico. Il candidato più probabile per ricoprire questo ruolo è Andrea Bortolamasi, la cui ascesa, in pochi mesi, sembra non arrestarsi. Prima consigliere comunale con un boom di preferenze, poi in lizza per la segreteria cittadina e infine appena assunto alla corte di Stefano Bonaccini ai piani alti della Regione: è lui il capo della segreteria del presidente dell’Emilia Romagna. Ma l’elenco dei modenesi che volano verso Bologna si sta allungando a vista d’occhio. Con Bortolamasi, infatti, qualche scrivania più in là, c’è anche Stefano Aurighi, giornalista che ha appena firmato per il ruolo di portavoce di Bonaccini.
Ma c’è dell’altro. Da qualche giorno, infatti, nello staff di Elisabetta Gualmini, assessore della squadra di Bonaccini e tra i nomi più di spicco della giunta, c’è Stefano Rimini. Anche lui giornalista, reduce da una tornata in consiglio comunale, è una delle sorprese di queste settimane.
In tutto questo, però, c’è anche il Pd regionale. E non è detto che anche qui l’accento modenese non possa risuonare. In cima alla lista per la poltrona di segretario che fu di Bonaccini c’è Giuditta Pini: vicina ad Orfini, rappresenta la componente giovane e più a sinistra del Pd. Vuole le primarie e Bonaccini, che invece auspica una soluzione condivisa e unitaria, non è tra i suoi sostenitori. Anche perché se si andrà alla conta delle primarie, le ennesime, potrebbe davvero arrivare una nuova resa dei conti, che non è detto non butti nuovamente nella mischia anche Matteo Richetti. (d.b.)
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