Gazzetta di Modena

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Via agli investimenti vendendo il patrimonio

di Davide Berti

Subito cinque milioni di azioni Hera, mentre altri nove saranno recuperati con le Farmacie Comunali. Il dubbio sui progetti previsti da anni e mai realizzati

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Qualcosa come 88 milioni di euro in investimenti in tre anni? Dieci volte quelli previsti lo scorso anno. Già, ma chi paga?

Il Piano sarà finanziato dagli oneri di urbanizzazione, da contributi di Regione e Stato e da dismissioni patrimoniali immobiliari e mobiliari per 29 milioni, subito 5 milioni per le azioni Hera (che arriveranno a dieci entro fine anno) e 9 per le Farmacie, col Comune che scenderà dal 51 al 30 per cento. «Le gestiremo con molta oculatezza – ha precisato Muzzarelli – tenendo conto degli utili di bilancio e delle opportunità di controllo strategico di una società come Hera e delle dinamiche di mercato, per evitare rischi di svendita. Non prevediamo il ricorso all’indebitamento perché ha un impatto negativo sul patto di stabilità e ridurrebbe le nostre possibilità di spesa, invece di aumentarle».

Rispetto alla manovra da oltre 14 milioni, dovuta per più di 12 ai tagli dei trasferimenti statali, il sindaco ha sottolineato la riduzione della spesa per 5 milioni e 243 mila euro che porta a 31 milioni il taglio sulla spesa corrente del Comune negli ultimi cinque anni. L’aumento delle imposte per 9 milioni «non è la scelta della via più facile e comoda, per chi governa è la più impopolare (ed è la più facile e popolare per chi si oppone), ma l’alternativa era chiudere servizi, falciare i trasferimenti alle famiglie, alle imprese e al volontariato oppure chiedere, come abbiamo fatto, un contributo in più a chi ha di più».

L’edilizia scolastica, con 25 milioni di interventi, tra i quali il recupero a la riqualificazione della sede storica dell’istituto Sigonio in centro storico (11 milioni) e la conclusione della scuola media Piersanti Mattarella (3,2 milioni), rappresenta, insieme alla manutenzione e alla cura della città (oltre 43 milioni in tre anni), la priorità per gli investimenti nel Piano da 88,5 milioni, che arriva a oltre 105 milioni considerando anche le contabilizzazioni di opere realizzate da altri soggetti ma di proprietà del Comune, come, per esempio, gli interventi di Acer per l’edilizia residenziale pubblica.

Venti milioni sono destinati al recupero di beni storici, artistici e culturali grazie, in particolare, alle risorse per la ricostruzione post sisma. Tra gli interventi principali ci sono quelli riguardanti il complesso di San Paolo (oltre un milione e 650 mila euro), ai cimiteri (oltre 300 mila euro per San Cataldo, Albareto Vecchio, Santa Maria di Mugnano, Saliceto Panaro, Collegara), alle chiese del centro storico (un milione e 187 mila euro per quella del Voto, 765 mila per Sant’Agostino, 437 mila per il Tempio, oltre un milione per San Barnaba, San Biagio e altri edifici) e quelli sul Palazzo dei musei (un milione e 882 mila euro) dove s’interviene anche per il sistema di videosorveglianza e il raffrescamento (200 mila euro), mentre altri 200 mila euro serviranno per telecamere nelle chiese.

Previsti anche interventi a Palazzo di giustizia e in altri palazzi storici, ma soprattutto la realizzazione degli Archivi giudiziari (un milione e 700 mila euro). Per la Case delle donne a Villa Ombrosa sono in programma lavori per due milioni: 600 mila euro nel 2015 e un milione e 400 mila nel 2016.

Per le infrastrutture e le reti telematiche sono previsti complessivamente 11 milioni.

Chiarito questo, una domanda resta: ma riuscirà Muzzarelli a fare tutto quello che oggi promette?

Scorriamo, ad esempio, ciò che accadrà il prossimo anno secondo le previsioni presentate oggi: 800mila euro per la copertura della curva ospiti del Braglia, 250mila euro per il campo da rugby in sintetico, 500mila euro per la manutenzione straordinaria del PalaMolza, 700mila euro per l’ampliamento del PalAnderlini e, udite udite, 350mila euro per la realizzazione del tunnel di battuta al campo da baseball: sono progetti che a Modena tengono banco, a stagioni alterne, da ormai dieci anni. E alla domanda se avesse pensato al 2016 come l’anno dell’impiantistica sportiva, Muzzarelli ha risposto: «Io queste cose le farò tutte». Tanto di cappello, ma sarà effettivamente più facile farle che spiegare al resto dei cittadini modenesi alcune operazioni da centinaia di migliaia di euro su impianti sportivi. Questione di necessità.

@dvdberti

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