«Do sfogo ai miei animal spirits»
Il suo ultimo editoriale pubblicato prima di Natale su “L’economia è cultura”
Renato Crotti a 93 anni era lucidissimo. Ecco l’editoriale della sua ultima pubblicazione, confezionata poco prima di Natale. Il fascicolo si intitola “L’economia è cultura”: «A 93 anni sento ancora di dover dare libero sfogo ai miei “animal spirits”, in quanto le generazioni del dopoguerra non hanno saputo consegnare ai giovani di oggi riforme costituzionali più adatte ai tempi e trasmettere una conoscenza chiara e approfondita dei concetti di liberismo e liberalismo, la quale avrebbe permesso loro di comprendere meglio i meccanismi dell’economia di mercato di stampo anglosassone. Per farmi meglio capire, mi sono avvalso di tavole sinottiche, diagrammi e metafore. Avverto il lettore che alle parole usate occorre dare un significato comune e condiviso come, per esempio, pianificazione e programmazione: la pianificazione è vincolante mentre la programmazione no. Come pure liberismo e liberalismo: liberismo inteso come libertà economica, liberalismo come libertà civili. Questo breve saggio, nel dare visibilità all’astrazione, vuole spiegare, in modo semplice e sintetico, le complesse leggi dell’economia di mercato e i disastri che produce la loro inosservanza. È importante che tutti, specialmente i giovani, siano consapevoli che in economia esistono binari obbligati, lungo i quali si deve procedere per poter conseguire il massimo dei benefici a vantaggio di tutti. Abbandonare questi binari, rifiutarli per ragioni ideologiche, anche nobili, significa inevitabilmente deragliare, con conseguenze negative che finiscono per pregiudicare per lungo tempo lo sviluppo generale e che sono destinate a colpire soprattutto le categorie più deboli, proprio quelle che si vorrebbero e si dovrebbero maggiormente proteggere. Ora che un’epoca è morta e un’altra sta nascendo, tutti, a qualsiasi credo appartengano, debbono prendere coscienza che la libertà non ha confine se non nella responsabilità dell’individuo, il quale ha il dovere civico di ricercare una nuova via che conduca verso una società aperta, in un clima di pace continua, da ricostruire nella massima sicurezza e senza guerre».
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