Gazzetta di Modena

Modena

emergenza neva

Hera, dalla montagna una valanga di proteste

di Daniele Montanari
Hera, dalla montagna una valanga di proteste

Mazza, sindaco di Montese: «Abbiamo rischiato di veder morire alcuni anziani» «Pronti ad un’azione legale con altri Comuni». Ripristinate le linee elettriche

3 MINUTI DI LETTURA





Con la giornata di ieri, può dirsi sostanzialmente risolta la crisi luce ha ha drammaticamente segnato l'Appennino dopo la grande nevicata. Se resta ancora qualcosa di scollegato, si tratta di case di campagna dove il ripristino della bassa tensione è imminente e dove comunque sono stati attrezzati generatori di supporto. Tecnici al lavoro anche per tutta la giornata di ieri, per ridare luce agli ultimi punti critici, a partire dal territorio di Pavullo e in particolare dalle frazioni di Renno e Monzone, dove le gente, tra cui lo stesso sindaco, è rimasta cinque giorni al buio e al freddo, e gli strascichi di quel che è successo peseranno a lungo.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.10837104:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2015/02/10/news/emergenza-neve-ancora-in-centinaia-senza-luce-acqua-e-gas-le-scuse-e-i-risarcimenti-di-enel-1.10837104]]

«Ci vorrà molto tempo prima che mi passi l'arrabbiatura – sottolinea Romano Canovi – perché ciò che è accaduto è stato molto grave. Ai tecnici di Hera va tanto di cappello per la professionalità dimostrata sul campo, ma a livello organizzativo le lacune sono state grosse. Spero che almeno dopo l'emergenza parta una ricognizione completa sullo stato delle linee, per evitare che ricapiti in futuro». L'altra area che ha pagato il prezzo più alto è senza dubbio quella di Montese, dove solo ieri mattina, grazie alla motoslitta messa a disposizione da Sestola, si è riusciti a fare l'intervento sulla media tensione da cui dipendevano 70 famiglie della zona di Bertocchi e Semelano. «Abbiamo passato momenti davvero terribili – osserva il sindaco Luciano Mazza – e non ho paura a dire che ho pensato anche di non farcela: avevo paura di perdere qualche anziano per il freddo o comunque per l'incolumità delle persone. Hera si è data da fare dopo, ma i primi due giorni no, mi dispiace, non si è dimostrata all'altezza della situazione. Per questo non escludo di ricorrere a vie legali, mi consulterò anche con gli altri sindaci». Tutti si ritroveranno questo pomeriggio alle 17 in Provincia, per un summit generale in cui fare il punto su quel che è accaduto insieme a Protezione civile e Prefettura. Chiaro che gli umori di partenza non saranno buoni: «Neanche io escludo le vie legali – conferma da Zocca Pietro Balugani – aspetto solo di avere prima una relazione su quel che è successo, per capire quante sono state le rotture e perché. Ho il sospetto che in questi anni si siano stressati gli impianti prendendo tutto quel che potevano dare senza interventi di supporto. Poi nella crisi ci hanno mollato. Se è andata così, è indubbiamente una cosa grave». Crisi elettrica comunque a ieri risolta qui, come a Polinago, dove resta solo un problema sulla corrente a 380 che alimenta un caseificio a Brandola, in difficoltà nell'alimentazione dei maiali. «Io credo che da quel che è successo si debba trarre una lezione – puntualizza il sindaco Gian Domenico Tomei - ne abbiamo parlato anche a Bologna all'incontro organizzato dall'Uncem tra i sindaci della montagna e l'assessore regionale al territorio Paola Gazzolo».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.10833370:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2015/02/09/fotogalleria/in-volo-sopra-la-grande-nevicata-1.10833370]]

A Serramazzoni in giornata si è risolto il problema delle case di sotto, a Monfestino, grazie all'intervento dei pompieri, ma non ancora quello di una borgata di Montagnana: «C'è da sostituire molti metri di cavi ed Hera non ci ha dato ancora tempi certi – spiega l'assessore Simone Gianaroli - le 5-6 abitazioni interessate comunque o sono state fornite di generatori, o hanno assistenza presso le suore, nel nostro punto di accoglienza».

Resta la grande massa di neve che raggiunge già nella fascia collinare il metro e supera i 150 centimetri in quota. Le basse temperature - per la verità una fortuna perché se fosse arrivata una sciroccata a valle si sarebbe riversata una tale massa di acqua da mettere a rischio la tenuta dei fiumi - hanno consolidato la coltre ma sulle strade è comparso il rischio ghiaccio.

Piste del Cimone e delle altre stazioni sciistiche perfette e divieto assoluto di fuoripista per l’alto rischio valanghe.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google