Il Comune cerca alloggi per chi è in difficoltà
L’amministrazione stanzia fondi per reperire case da destinare a madri single a chi non ha il sostegno dei familiari e a chi ha malattie croniche o invalidanti
Più alloggi e anche un po' di soldi per le emergenze abitative più gravi. Il Comune di Sassuolo, dopo aver messo a disposizione nei mesi scorsi i fondi regionali a sostegno degli affitti e contro gli sfratti esecutivi, dedica la sua attenzione alle categorie più svantaggiate in assoluto, con un progetto denominato “Intervento sociale per cittadini in situazione di grave emergenza abitativa”, dedicato ai nuclei monoparentali con bambini, alle persone sole che hanno perso l'intera rete di sostegno parentale, a chi ha malattie croniche e invalidanti. Casi crescenti, secondo le analisi dell'amministrazione, ai quali diventa difficile offrire occasioni di sostegno lavorativo perchè hanno prima da risolvere l'esigenza primaria dell'alloggio. Il numero cresce e quindi deve crescere anche la disponibilità di case che il Comune può dedicare a questo tipo di situazioni. La prima azione sarà dedicata alle donne sole con figli minori: se ne vorrebbero ospitare almeno sei e quindi si va alla ricerca di due nuovi alloggi da destinare a questa tipologia di emergenza. Altri quattro alloggi da individuare dovranno essere invece dedicati alle altre situazioni di disagio fisico o sociale, alle persone prive di ogni sostegno da parte di reti parentali o di amicizie. Sarebbero questi gli alloggi di prima accoglienza, in grado di offrire una condizione abitativa adeguata in modo da potersi poi concentrare su una progettazione personale che vada verso l'autonomia ed emancipazione dei beneficiari. Di questi sei nuovi alloggi, due verranno destinati a donne sole con figli, prevedendo fino a tre nuclei per alloggio. Le utenze le pagherà il Comune e l'ospitalità sarà per un periodo da sei a ventiquattro mesi; due di dimensioni medio piccole con utenze intestate all'amministrazione comunale, saranno destinati a un massimo di quattro adulti per appartamento a forte rischio di emarginazione sociale. Per questi casi è previsto il versamento di una quota proporzionale alle effettive possibilità, mentre il resto sarà a carico del Comune. Anche in questo caso l'alloggio sarà a disposizione per un massimo di due anni. Infine gli altri due appartamenti di grandi dimensioni, saranno a disposizione di nuclei famigliari completi, in difficoltà immediata, con disponibilità per sei mesi come soluzione temporanea (rinnovabili per altri sei). In questo caso le utenze saranno intestate al nucleo famigliare e sarà richiesta una compartecipazione alle spese almeno per il 35 per cento del reddito. Il progetto verrà sperimentato per 36 mesi con verifiche ogni sei mesi e se sarà positivo diventerà stabile. Sono previsti 20mila euro di spesa circa all'anno (nel bilancio dei servizi sociali), a cui devono essere sottratti circa 3mila euro di compartecipazione prevista da parte dei beneficiari degli alloggi.
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