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Morto Renato Crotti pioniere del tessile

di Serena Arbizzi
Morto Renato Crotti pioniere del tessile

Avrebbe compiuto 94 anni il 4 marzo. Fondatore dell’azienda Silan Portava gli operai in Russia sui pullman «per vedere com’è veramente»

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Imprenditore, cavaliere del lavoro, liberale, liberista e laico. E ancora, profondamente sensibile e umile, nonostante la grandezza dei risultati conquistati, curioso e ancora ghiotto di vita, pure in età avanzata, e desideroso di confrontarsi, anche con i nemici, perché «senza dialettica il pensiero muore», come diceva sempre citando quella che è divenuta la sua frase distintiva. Renato Crotti era tutto questo e molto di più: nato a Carpi nel 1921, l’industriale che più di ogni altro è stato pioniere e apripista del comparto del tessile abbigliamento, è venuto a mancare ieri mattina all’ospedale di Baggiovara. Crotti si trovava ricoverato lì per curare le conseguenze di una caduta avvenuta un paio di mesi fa, a seguito della quale si era fatto male a un femore. Questo capitano d’impresa avrebbe compiuto 94 anni il 4 marzo e verrà ricordato come un pezzo fondamentale della storia economica ma non solo della città. Crotti è stato infatti uno degli artefici del miracolo che ha trasformato Carpi nella capitale mondiale della maglieria, con un reddito pro-capite tra i più alti d’Italia. La sua Silan (Società di Importazione Lane) fondata ne 1948 e dal 1952 in via Meloni di Quartirolo fino al trasferimento recente in via delle Magliaie, ha dato vita al comparto facendolo diventare tra i più floridi, grazie all’acquisto dei filati che Crotti, inizialmente, andava a prendere personalmente in faticosi viaggi a Biella. La Silan, poi, raggiunse un livello di espansione che la portò ad aprire stabilimenti in varie regioni d’Italia, fino ad occupare 1360 persone. Di Crotti hanno scritto testate tra le più importanti al mondo, quali “Life”, “Daily Mirror”, “New York Times”. Negli anni Sessanta egli fondò le riviste “Tuttocarpi” e “Tuttomodena” per sostenere le sue battaglie civili. È molto evidente nella vita di Crotti la forte vocazione all’impegno civile e al dialogo. Quando a Carpi e nell’intera Emilia Romagna si decantava la Russia come il modello da imitare lui non rispondeva seccamente no, ma replicava con un pragmatico “andiamo a vedere”. Spesso questo industriale è stato definito anticomunista: lui preferiva definirsi prima di tutto un cercatore di risposte vere. E Crotti, dal 1962, ha portato davvero tanti comunisti, e non, in Russia per fare toccare loro con mano se il racconto delle condizioni di vita nell’est Europa corrispondesse effettivamente alla realtà, come spiegava a chi gliene chiedeva la ragione. Dopo pochi anni i fatti gli avrebbero dato ragione, ma anche con i sostenitori più convinti del comunismo lui non si comportò mai con la spocchia del padrone che imponeva una verità assoluta, ma da vero uomo d’azione: amava confrontarsi sulla base della strenua ricerca della verità. Un desiderio che è affiorato in anni di lotte sindacali e che gli costò il trasloco della residenza a Modena a causa di alcuni balzelli impostigli a Carpi e anni complicatissimi con il fallimento della Silan.

«Per salvarla avevo venduto tutto. Inutilmente – racconta Crotti in una delle sue pubblicazioni - L’angoscia peggiore la provai all’asta dei miei mobili, in casa mia». Ma quest’imprenditore non si è perso d’animo e fino agli ultimi giorni ha pensato a come rimodellare la sua Carpi, con la trasformazione del quartiere a ridosso dell’autostrada, con i direzionali Zenit e Zeus, sorti su un terreno di sua proprietà. La sfaccettata personalità di Crotti gli è valsa riconoscimenti illustri e non si esaurisce con la creazione di un impero aziendale. L’imprenditore ha raccontato i suoi viaggi in Russia in diversi libri, (“In attesa di un pullman”, tradotto in russo, inglese e polacco, “Il teorema della padrona di casa e della colf”, “Riflessioni per riflettere”, “@gorà on line” e “Una crepa nel muro”, editi dal 1991 al 2008) in alcuni dei quali ha illustrato in schemi divenuti celebri le sue idee su liberalismo e liberismo. Che erano il nucleo dell’associazione Teorema, fondata per dibattere su temi socio economici. Emotivo, nonostante la personalità vulcanica si emozionava nel parlare in pubblico e per questo aveva il vezzo di incaricare altri nella conduzione di tantissimi eventi a sfondo culturale e civile da lui fortemente voluti.

Crotti dava del lei a tutti, «una volta, quando ero ragazzo e mi hanno dato del lei, mi sono sentito importante. Così ho deciso di fare a tutti questo regalo» gli piaceva ricordare. Stargli accanto per molti è stato un privilegio e lui amava molto ascoltare e nutrirsi di qualsiasi stimolo potesse contribuire al dibattito economico, sociale e civile. Crotti lascia tre figli: Davide, Daniele e Monica, avuti dalla moglie Franca Menotti, discendente di Ciro Menotti.

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