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Papà e figlia, sabato c’è l’addio

Papà e figlia, sabato c’è l’addio

Maranello. Atteso oggi il nulla osta della procura che consentirebbe il funerale di Alberto e Greta

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MARANELLO. Con ogni probabilità sarà quella di sabato la giornata dell’addio a Greta e Alberto Benincasa, figlia 22enne e papà cinquantenne deceduti per le ustioni riportate nello scoppio in via Resistenza a Maranello. La data e tantomeno l’orario non sono stati fissati in forma ufficiale (pare comunque nel pomeriggio) perché ancora c’è da sciogliere il nodo della procura. Ma secondo alcune indiscrezioni è molto probabile che proprio oggi venga dato il nulla osta, da parte appunto della procura di Modena che indaga sull’accaduto, ai famigliari affinchè possano procedere con il funerale. Per questo motivo la giornata di sabato è quella più indicata oltre che la più probabile: una cerimonia congiunta, nella parrocchia di Torre Maina, la frazione di Maranello data come più probabile rispetto a quella di Pozza, sebbene la famiglia vi abiti, in via Palermo.

Al Centro grandi ustionati dell’ospedale Bufalini di Cesena si trova ricoverata la mamma, Beatrice Bettuzzi di 49 anni. La sua prognosi rimane riservata, le sue condizioni sono sempre gravi ma stazionarie. Sono invece migliorate le condizioni di Gabriele Pinna, il fidanzato trentenne di Greta, rimasto ustionato alle mani, al tronco e alle gambe ma in modo minore rispetto agli altri tre presenti quella sera del 31 gennaio. È uscito dal coma farmacologico in cui era stato indotto dai medici per curare le ustioni, ha ripreso conoscenza e ora comunica e riceve le viste dei genitori e dei parenti. Come detto, per lui si aprirà un percorso psicologico di sostegno per affrontare, oltre alla guarigione, anche il faticoso percorso necessario per affrontare il dolore provocato dalla perdita della giovane fidanzata con la quale era andato a convivere, solo da qualche settimana, nell’appartamento di via Resistenza in centro a Maranello. Quella sera, a causa di una fuga di gas gpl partita da una bombola che alimentava una stufa, ci fu una terribile deflagrazione e Gabriele, Greta, Alberto e Beatrice vennero trasformati in torce umane.

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