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Piazza Grande, istruzioni per un uso corretto

di Mario Panizza*
Piazza Grande, istruzioni per un uso corretto

Nel corso dell'Assemblea cittadina del 22 gennaio scorso, il Sindaco Gian Carlo Muzzarelli e l'Assessore Gianpietro Cavazza hanno presentato gli indirizzi di politica culturale dell'Amministrazione...

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Nel corso dell'Assemblea cittadina del 22 gennaio scorso, il Sindaco Gian Carlo Muzzarelli e l'Assessore Gianpietro Cavazza hanno presentato gli indirizzi di politica culturale dell'Amministrazione Comunale di Modena. Fra i numerosi temi affrontati ha trovato risalto quello riguardante il Sito Unesco “Duomo, Ghirlandina e Piazza Grande”. Questo complesso monumentale è dotato di un piano di gestione e di un regolamento che disciplinano i diversi aspetti relativi all'integrità materiale e visiva, nonché all'utilizzo degli spazi aperti collegati al Sito stesso.

In questi giorni la Giunta e il Consiglio comunali stanno avviando l'iter approvativo delle norme di protezione e di valorizzazione di questo patrimonio, ovvero un Quadro di gestione e di miglioramento, anche attraverso opportune strategie di comunicazione e di sensibilizzazione. Le finalità del Regolamento comunale sono essenzialmente di due tipi: attuare misure di conservazione e di restauro compatibili con i caratteri di autenticità e di integrità del Sito; realizzare provvedimenti per la tutela del Sito e di tutto l'ambiente circostante e della sua integrità visiva.

Per quanto riguarda le finalità del primo tipo, si ritiene opportuno che venga messo in evidenza il problema del rischio ambientale, al quale è soggetta tutta l'area: ci si può riferire soprattutto ai fenomeni di subsidenza e di pericolosità sismica. In particolare l'area del Sito è stata da sempre interessata da fenomeni di subsidenza, indotti da spinte e cedimenti verticali di origine geotecnica e più recentemente accentuati dall'abbassamento della falda freatica: questo ha prodotto l'inclinazione della Ghirlandina verso il Duomo. Ciò comporta l'installazione/potenzimento di un adeguato sistema di monitoraggio e di misure di prevenzione.

Per ciò che concerne il rischio sismico, nel corso della storia si sono verificati vari terremoti, i più forti dei quali hanno causato danni anche al Duomo e alla Ghirlandina (giugno 1501). Fra i più recenti quello del 1996 (intensità del 7° grado della scala Mercalli ed epicentro a 25 km da Modena), quello del 2000 e il recentissimo del maggio del 2012 (5° grado della scala Mercalli); in quest'ultimo caso non sono stati registrati danni e le strutture del Duomo e della Ghirlandina hanno ben resistito alle scosse, fatta eccezione per una fenditura in un bassorilievo; tuttavia una grossa sfera di pietra precipitò dal culmine del frontone della vicina Chiesa del Voto sul marciapiede sottostante, fortunatamente senza danni a persone o cose.

Si rendono perciò indispensabili le misure di prevenzione, attuate attraverso un'oculata e costante manutenzione e un controllo periodico delle strutture più vulnerabili, come già previste e in parte attuate nell'ambito del Piano Regolatore del Comune e dal Codice dei Beni Culturali.

Per la realizzazione dei provvedimenti di tutela (secondo tipo delle finalità suddette) bisogna tener presente la funzione storica di Piazza Grande, che deriva dal forum romano, il quale a sua volta deriva dall' antica greca, cioè di un luogo centrale cittadino di riunione e di mercato, attorno al quale sorgevano i monumenti pubblici più importanti: appunto quelli di culto (i templa e poi le cattedrali) e gli edifici di amministrazione politica (i munera civilia e poi i palazzi comunali).

Pertanto le funzioni economiche e le attività commerciali dell'area urbana qui considerata dovrebbero valorizzare o ripristinare le attività e gli esercizi connessi alla storia e alle tradizioni economiche e sociali (mutatis mutandis) dell'area stessa.

In tal senso le manifestazioni e gli eventi in Piazza Grande dovrebbero trovare una giusta compatibilità fra iniziative di tipo commerciale, mercantile e fieristico (che continuino la funzione economica e sociale del Sito) e l'integrità degli edifici, gli impatti visivi, sonori ecc. connessi alle manifestazioni stesse.

Quindi una corretta funzione “culturale” (lato sensu) del Sito, nel rispetto sia della tradizione, sia della protezione. Un'altra situazione problematica è l'area antistante il Portale Maggiore del Duomo, che costituisce un luogo d'intenso traffico veicolare per il trasporto pubblico, privato e commerciale: questo determina impatti visivi e soprattutto vibratori per gli effetti esiziali sulle strutture edilizie. Oltre alla necessaria limitazione del traffico commerciale e privato, si dovrebbe valutare la possibilità di estendere permanentemente la chiusura di Corso Duomo al traffico dei mezzi pubblici, come avviene tuttora e che si protrarrà per alcuni mesi, in conseguenza del rifacimento della strada stessa e del sagrato della Cattedrale.

Un altro aspetto va considerato: un Sito perché possa essere ritenuto un Bene UNESCO deve poter avere un'implicazione sociale, deve cioè essere disponibile e fruito da una comunità, in armonia con il suo contesto storico-ambientale. Tutto ciò anche incentivando opportune strategie d'informazione, di sensibilizzazione e di partecipazione dei cittadini, considerati come soggetti privilegiati di questa operazione culturale. In tal modo si sviluppa quella identità topologica, che può portare a una corretta politica di tutela- valorizzazione, in un'intelligente integrazione di interventi, protezione e promozione sociale, turistica ed economica.

In conclusione val la pena sottolineare i differenti compiti e competenze che dovrebbero avere il Comitato tecnico e l'Amministrazione comunale: al primo le indagini, le valutazioni e le conclusioni/proposte di tipo “scientifico” (con criteri di massimo rigore e obbiettività e non vincolanti se non su delega specifica)); alla seconda le considerazioni e le decisioni “politiche” (che potrebbero essere anche non condivise da alcune categorie di cittadini).

Mario Panizza*

*Professore emerito di geomorfologia nell'Università di Modena

(già Assessore per la Cultura nella Provincia di Modena

Consulente scientifico UNESCO)

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