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Blitz della Finanza a Massa nel castello di Carrobio

Blitz della Finanza a Massa nel castello di Carrobio

Finale. Indagine della Procura, perquisite almeno altre quattro abitazioni E la polizia municipale valuta anche l’inagibilità dello storico maniero

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FINALE. La guardia di finanza, coadiuvata da agenti della polizia municipale e dai vigili del fuoco, si è lungamente trattenuta ieri mattina presso il castello di Carrobio di Massa, sulla provinciale per Mirandola.

E almeno altre quattro abitazioni sono state perquisite, nell’ambito dell’inchiesta per truffa e reati connessi che era emersa una prima volta la scorsa estate.

L’immobile, prestigiosa e maestosa copia di un maniero della Baviera, costruito ormai cento anni fa, è residenza di una nota famiglia, conosciuta anche per la gestione non sempre fortunata e a volte controversa di alberghi di località turistiche e di case di riposo, dal Veneto al bolognese, alla riviera... Gli accertamenti della guardia di finanza erano partiti già nei mesi scorsi, da un esposto che aveva innescato una prima indagine per truffa aggravata, finalizzata ad ottenere erogazioni pubbliche a favore di ditte con sede a Massa e dintorni. L’inchiesta aveva subito sortito il sequestro preventivo di un milione e 200mila euro. All’inizio era stata coinvolta una donna, la legale rappresentante della società Il Carrobio, proprietaria del castello, figura presente nelle società al centro dell’esposto.

L'inchiesta era partita a margine di una procedura fallimentare da alcuni milioni di euro e si era incentrata per l’appunto su società riferibili all'indagata, almeno una delle quali con sede dichiarata proprio nel castello.

Ieri la Finanza cercava fatture e riscontri, nell’ambito di accertamenti che nel frattempo sono stati estesi anche ad altre ditte e persone. Sono stati infatti coinvolti due parenti prossimi della donna, e anche due collaboratori che abitano in zona, per l’ipotesi che possa essersi trattato di figure attive o prestanome in reati per ora ipotizzati dagli investigatori.

La presenza dei vigili del fuoco duarnte l’operazione sarebbe invece da collegare alla eventuale necessità di aprire porte o una cassaforte della residenza, che risulta peraltro - almeno in buona parte - gravemente danneggiata dal terremoto.

Proprio per acclarare anche le effettive condizioni di danno all’immobile, per la cui riparazione saranno da impiegare cifre molto rilevanti a carico della Regione, è stata coinvolta la polizia municipale di Finale, con compiti di verifica tecnica e urbanistica.

Si trattava in questo caso di verificare il rispetto dell’ordinanza di inagibilità adottata dal Comune a suo tempo, nell’immediatezza del terremoto.

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