Bonaccini “tira la cinghia” sulle spese di rappresentanza
La giunta Bonaccini stringe la cinghia sulle spese di rappresentanza. Complice anche il bilancio 2015 “congelato”, dal momento che la Regione è in esercizio provvisorio, per le spese di...
La giunta Bonaccini stringe la cinghia sulle spese di rappresentanza. Complice anche il bilancio 2015 “congelato”, dal momento che la Regione è in esercizio provvisorio, per le spese di rappresentanza di presidente e assessori sono a disposizione pochi spiccioli per questo inizio d'anno: 450 euro per i prossimi tre mesi per ogni assessore, 750 euro per il governatore.
In totale, per il primo trimestre 2015 la giunta Bonaccini ha distribuito 12.000 euro, di cui però poco più della metà (6.300) resta bloccato.
Si tratta di un piccolo fondo per le spese generali di rappresentanza di tutta la giunta, che non può essere ripartito tra gli assessori, ma a cui il presidente può attingere per integrare i budget individuali della sua squadra di governo «in relazione ad eccezionali, imprevedibili ed improcrastinabili esigenze che avessero a riscontrarsi».
La delibera è stata approvata dalla giunta Bonaccini lo scorso 19 gennaio, in una delle prime sedute. E insieme alla cifra, la giunta ha deliberato anche alcune disposizioni sulle spese di rappresentanza.
Un piccolo vademecum, in linea con il pronunciamento della Corte dei Conti, che fissa dei paletti sull'utilizzo di queste risorse. A partire dal fatto che «possono essere definite spese di rappresentanza quelle effettuate allo scopo di promuovere l'immagine e l'azione dell'ente pubblico, mediante attività rivolte all'esterno». Con l'obbligo che siano sobrie.
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