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L’inchiesta estesa dalle persone alle ditte

L’inchiesta estesa dalle persone alle ditte

Operazione Aemilia. Intanto i Comuni organizzano un incontro col pm Zincani, ma la rete ironizza

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Non solo le persone fisiche, ma anche l’impresa di costruzioni Bianchini in quanto tale risulta sotto inchiesta penale per «l'indebito guadagno ottenuto mediante la miscelazione sistematica e ingente di rifiuti contenenti amianto e mediante il loro riutilizzo quale materiale per la pavimentazione. Fatti commessi in San Felice, Concordia, Mirandola, Finale, Reggiolo e Sermide nell'anno 2012». Nell’ordinanza che contesta tra l’altro le fatturazioni per operazioni inesistenti funzionali a procurare fondi neri da versare al clan, emerge così una opzione sempre più esercitata dalla magistratura penale, quella della contestazione di addebiti anche alle persone giuridiche, non solo fisiche.

Il Gip tra l’altro contesta a «Michele Bolognino, Giuseppe Giglio, Gianni Floro Vito, Carmine Belfiore, Augusto Bianchini e Bruna Braga» di «avere, in concorso tra loro, organizzato un sistema di triangolazioni finanziarie e di fatturazioni per operazioni inesistenti concordando ogni passaggio simulato al fine di giustificare l'esborso del denaro che la Bianchini Costruzioni metteva a disposizione del Bolognino, per il pagamento degli operai e per il trattenimento di quanto di sua spettanza, oltre che per consentire alla stessa Bianchini s.r.l. l'evasione delle imposte sui redditi o sul l’Iva».

Intanto a Bologna sono comunciate le udienze del Tribunale del riesame, per discutrere delle richieste di rimessione in libertà di buona parte delle persone che sono state arrestate nell’ambito dell’inchiesta Aemilia. Di “Ricostruzione nella legalità: teniamo alta l’attenzione” si discuterà intanto sabato alle 16 nella sala consiliare del Comune di Mirandola (via Giolitti 22) al cospetto di tre autorevoli rappresentanti della legalità: Stefano Vaccari, senatore modenese del Pd, membro della commissione d’inchiesta sulle mafie, Vito Zincani, ex procuratore della Repubblica di Modena, e Alberto Silvestri, presidente dell’Unione dei Comuni e sindaco di San Felice.

L’iniziativa però non convince “la rete”: «Adesso tutti si vantano di aver in qualche modo contribuito a portare alla luce l’intreccio tra ’ndrangheta e imprenditori, politici, funzionari pubblici... - scrive Elena - Invece il merito è tutto di una persona sola: un volontario della Protezione civile che ha saputo riconoscere nel materiale presente nel terreno di una tendopoli un pezzetto di eternit...».

Seguono poi dei volantini beffardi nei quali la sigla Ucman (acronimo di Unione dei Comuni Modenesi Area Nord) diventa Unione Cantieri Macerie Amianto Nascosto. E dove l’ambientazione di una alternativa e fantasiosa conferenza (“Qui, Quo, Qua e Quaquaraqua” del 29 febbraio) è presso l’ “Oasi naturalistica di via dell’Industria a San Felice sull’amianto”. È evidente, insomma, che la rabbia e la sfiducia della gente siano all’esasperazione. (ase)

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