«Pinone salvo, ma la sua vita è alla fine»
Pavullo. Incontro affollato sullo stato dell’albero dopo la maxi nevicata. I tecnici: «Non dimentichiamo che ha 180 anni»
PAVULLO. Sala comunale piena ieri sera a Pavullo per l'incontro sul destino del Pinone, il celebre cedro del Libano simbolo del paese andato incontro sabato a un drammatico crollo che si è portato via metà della chioma. La riunione, voluta dal sindaco Romano Canovi, ha messo faccia a faccia i pavullesi con Stefano Lorenzi e Vittorio Pagnoni, esperti della Società italiana di Arboricoltura che ha adottato il simbolo vegetale del paese e ha eseguito ieri i primi interventi di messa in sicurezza.
La rassicurazione che tutti attendevano è arrivata subito all'esordio: «Il Pinone è vivo e si salverà» ha garantito Lorenzi, a seguito dell'accurato monitoraggio eseguito in questi giorni. «Dovete tener conto però – ha precisato - che si tratta di una pianta che ha accumulato 180 anni e ormai si è avviata alla parte finale della sua vita. Se fosse una persona, potreste considerarlo un anziano di 80 anni». L'esperto ha ricostruito la genesi della caduta, che è partita da una cima già piegata dagli anni, definita in gergo tecnico “prateria”: a causa del peso della neve, ha ceduto innescando sui rami sottostanti che pure erano legati, un effetto domino. «È stata una fatalità», ha rimarcato. Quello che si chiedono tutti è se una scrollatina fatta magari dopo la prima giornata di neve, avrebbe potuto evitare il peggio. «Interventi del genere sono molto pericolosi – ha precisato – e a volte creano più danno che utile perché il trauma di una rimozione secca può incrinare comunque la struttura interna e condurre a un crollo, anche successivamente. Io ho esperienza diretta di tentativi di questo genere finiti male». È stato quindi ricordato come l'albero già da anni fosse seguito a livello tecnico “anche con un monitoraggio eseguito nel 2012 che ha fotografato la condizione interna delle fibre” ha puntualizzato la dirigente Edda Pattuzzi. «Tutto si può dire, tranne che sul Pinone non fossero stati adottati tutti gli accorgimenti necessari – ha continuato Lorenzi – mi dispiace ma non accetto che si parli di incuria per questa pianta». Dal pubblico sono arrivate diverse richieste di chiarimento, ma senza toni polemici: il sentimento generale prevalente è sembrato quello di accettazione della fatalità. C'è pero la volontà che sia fatto tutto il possibile nei prossimi giorni per il Pinone, che ha perso il 40% della sua energia fotosintetica e quindi sta riorganizzando tutta la sua struttura interna avviandosi progressivamente a perdere anche fra le radici la stessa ramificazione che si è staccata dalla chioma, perché un albero gestisce allo stesso modo le due estremità. Insomma, si sopravvive, ma è chiaro che, già per l'età, e ancor di più dopo una cosa del genere, il Pinone si avvia comunque alla fine. Per questo la società ha annunciato che nei prossimi mesi donerà al Parco Ducale un altro cedro del Libano, che a poco a poco possa avviarsi a diventare il sostituto.
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