«Quei pullman di Renato che sfidavano i comunisti»
Nel giorno del funerale dell’imprenditore della moda, l’amico Rossano Bellelli ricorda i viaggi con gli operai in Russia, aneddoti e sfilate di moda sui Jumbo
Tanta amarezza per la scomparsa di un capitano d’industria di prima generazione che ha lasciato un solco importante non soltanto nel mondo economico, con la creazione della Silan, ma anche in quello culturale e civile. La morte di Renato Crotti, 94 anni da compiere il 4 marzo, lascia un vuoto enorme e sono tantissime le manifestazioni di cordoglio giunte alla famiglia, da parte di chi lo ricorda per il lavoro di imprenditore, ma anche per le “tavole rotonde ambulanti”, come venivano definiti i viaggi nei paesi dell’Est, organizzati dall’industriale. «Spero e penso che mio padre possa essere onorato per le cose concrete che nella sua vita ha fatto – dice il figlio di Renato Crotti, Davide – sempre pensando, pur avendo una visione globalizzata, che Carpi fosse il centro del mondo e auspicandone fino all’ultimo un futuro sviluppo». Profondamente legato a Crotti da almeno una cinquantina d’anni è Rossano Bellelli, che ha partecipato ai famosi viaggi in Russia, ha edito una delle ultime pubblicazioni di Crotti, e dato vita, insieme all’industriale, a una delle prime tv. «Gli aneddoti della vita con Crotti sono innumerevoli – ricorda Bellelli – ho partecipato, poco più che ventenne, a due dei famosi viaggi (nel 1962 e nel 1964) che non si svolgevano soltanto in Russia, ma nei paesi dell’Est: siamo stati anche in Polonia, Ungheria, a Berlino Est, ad esempio. Nel ’62 eravamo una ventina, partiti attraverso un’agenzia viaggi di Torino. In quello successivo, eravamo su 4 pullman. Durante i viaggi c’era sempre una rappresentanza di sinistra, centro, e socialista e Crotti voleva solo che al ritorno si dicesse la verità su quanto avevamo visto. Era l’agosto 1964, durante l’ultimo viaggio: in alcuni giornalisti ci trovavamo al confine tra l’attuale Ucraina e l’Ungheria. Fummo messi in una stanza, denudati e perquisiti: io avevo l’abitudine di mangiare le caramelle Golia. Me le aprirono ad una ad una. Così come vollero stampare tutte e 500 le foto che avevo scattato. Alla fine ci dissero che eravamo diffidati dall’entrare nell’Urss. Io risposi: state tranquilli che non ritorneremo… Per anni, poi, sono stato direttore editoriale di Tuttocarpi e Tuttomodena, pubblicazioni edite da Crotti e ho tenuto le pubbliche relazioni del gruppo Silan. Organizzammo una sfilata in aereo durante un volo creato appositamente per noi Roma – New York su un jumbo, con più di 400 tra clienti e giornalisti: fu un evento memorabile. Poi, i viaggi in Russia furono racchiusi in pubblicazioni speciali chiamate “Tutto”, stampate dalla Mondadori in un milione di copie. Ancora, quando nel 1973 festeggiammo i 25 anni della Silan al Grand Hotel del Lido a Venezia, chi partecipò alla serata, all’una di notte, dopo la cena, potè ammirarsi su due pagine del Gazzettino di Venezia, pressocchè in diretta. Alla fine del 1974, poi, con Crotti ed altri 9 imprenditori demmo vita ad una delle prime tv italiane via etere: “Qui Telemodena”. Durò 6 mesi perché, per questioni di carattere legale ci definivano “i pirati dell’etere”...».
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