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Servizi associati? Ci vorrà tempo

Servizi associati? Ci vorrà tempo

Il prefetto ha incontrato i sindaci dei dieci Comuni sotto i tremila abitanti

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PAVULLO. I tempi ministeriali sul riordino territoriale non sono stati rispettati né si può fare alcuna previsione sul futuro, in questo stato. È il messaggio che hanno lanciato ieri i sindaci della montagna nel summit con il prefetto in cui si è fatto il punto alla luce del decreto legge 78/2010 secondo cui in montagna entro il 31 dicembre 2014 tutti i centri al di sotto dei 3mila abitanti - dieci nell'Appennino modenese - dovevano ridurre a gestione associata tutto a parte stato civile, anagrafe ed elettorale. Nessuno c'è riuscito, anche se l'Unione del Frignano a livello regionale è una delle più avanti nella riorganizzazione. Ma il 12 gennaio scorso il Ministero dell'Interno ha inviato una circolare alle Prefetture in cui ha chiesto di indicare per provincia un termine ultimo di adempimento che però deve essere “adeguatamente ponderato in relazione a una completa ricognizione delle specificità”. E il contesto locale, dopo che tutti hanno già messo insieme ambiti complessi quali polizia municipale e servizi sociali, non può permettersi passi affrettati, ancora di più dopo l'emergenza neve che ha mostrato tutta l'importanza dei municipi. «Abbiamo detto al prefetto che, semplicemente, non siamo in grado di indicare un tempo prestabilito entro cui mettere tutto in gestione associata - spiega il sindaco di Polinago Gian Domenico Tomei - e lui ne ha preso atto, facendosi da tramite con il Ministero. Io, per quanto mi riguarda, dopo la nevicata che abbiamo avuto nutro perplessità ad allontanare dal territorio dei servizi. L'organizzazione va ripensata per lasciare una valida interfaccia locale». «L'incontro è stato senz'altro positivo – osserva il collega di Montecreto Leandro Bonucchi – il prefetto ha ricevuto da tutti i comuni la scheda che fa il punto sullo stato dei servizi, ma ha capito la nostra difficoltà in un quadro peraltro di grande incertezza normativa». «Siamo in alto mare tutti quanti – conferma da Fiumalbo Mirto Campi – perché sono tante le problematiche in campo e non possiamo nemmeno dire che la proroga di un anno basterà. Forse servirà anche di più». «È improponibile stringere adesso – chiosa Fabio Braglia per Palagano – quando ci troviamo già a passare di emergenza in emergenza e in carenza di personale. Se siamo arrivati lunghi, non è stato per nostra volontà, ma perché non vogliamo che ci siano disservizi. Una volta quando si faceva una cosa si provava, poi prima di continuare si guardavano i risultati. Qui invece lo Stato va avanti comunque, in nome di un efficientamento tutto da dimostrare, perché i nostri comuni sono piccoli solo per popolazione: se guardassero all'ampiezza del territorio e a quanto si deve garantire, certe valutazioni cambierebbero. Dovremmo tutti fermarci un attimo per pesare bene le conseguenze di quello che ci apprestiamo a fare». (d.m.)

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