Bonaccini: «Venturi? Scelta prevista»
L’assessore alla sanità opta per lo stipendio dell’Ausl di Modena di duemila euro più alto: «Noi sobri, tagli per 15 milioni»
La scelta dell'assessore regionale alla sanità, Sergio Venturi, è prevista per legge. E non sarà certo questo a mettere in discussione la linea della sobrietà scelta dalla Regione. a dirlo è il presidente Stefano Bonaccini, che dunque non ha nulla da ridire sulla decisione di Venturi di rinunciare all'indennità da assessore per tenersi quella (più alta) da dirigente medico dell’Ausl di Modena, di cui è dipendente dal 1994. «La scelta di Venturi è prevista dalla legge», ha affermato ieri mattina a margine di un convegno a Bologna. E per quanto riguarda la sobrietà, aggiunge il governatore, «noi taglieremo 15 milioni di euro di costi della politica nei prossimi cinque anni. Quindi ognuno si può fare una ragione se c'è o no sobrietà», afferma Bonaccini.
Il presidente ha parlato anche di temi importanti legati all’assistenza. Nel welfare «la centralità è del pubblico, ma ci sono esperienze accumulate in questi anni che dimostrano che, con il pubblico che controlla e il privato che gestisce, si possono creare opportunità per estendere il numero di servizi e creare posti di lavoro: su questa strada si può proseguire e rafforzare». È il messaggio portato da Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna al convegno «Welfare, Italia. Focus sulle famiglie in Emilia Romagna», organizzato dall'Unipol e dal Censis. «Serve un pubblico che controlli di più - ha detto Bonaccini - e un privato, soprattutto quello sociale, il no profit e il volontariato, che provi a gestire qualcosa di più: è la strada per garantire qualità controllata, ma anche quantità di servizi e creare posti di lavoro. Il terzo settore può essere un punto di forza e noi su questo investiremo».
«Noi - ha detto Bonaccini - siamo una regione che ha uno dei sistemi di welfare fra i migliori in Europa, dalla sanità ai servizi per l'infanzia, siamo la Regione in Italia con il massimo numero di accesso al nido. Non solo è un sistema da garantire e mantenere a livelli di efficienza come oggi: mettendo a frutto il rapporto fra pubblico e privato può creare nuovi posti di lavoro».
Gli interlocutori, quindi, saranno sempre di più il privato sociale, la cooperazione, il no profit e il volontariato. «Serve un pubblico che controlli di più - ha detto Bonaccini - e un privato che provi a gestire qualcosa di più. Questa è la strada per garantire qualità controllata, ma anche quantità di servizi e nuovi posti di lavoro. La centralità deve rimanere del pubblico, ma ci sono esperienze accumulate in questi anni che dimostrano che la combinazione fra il pubblico che controlla e il privato che gestisce può creare opportunità per estendere il numero di servizi. Su questa strada si può proseguire e rafforzare».
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