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«Chi ha interesse a non correggere il piano delle cave?»

«Chi ha interesse a non correggere il piano delle cave?»

La minoranza di Spilamberto e San Cesario: «Le estrazioni vanno ripensate al ribasso, ma votano contro e ci ignorano»

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Fa ancora discutere a Spilamberto e a San Cesario il Piano per le Attività Estrattive e dei relativi quantitativi di ghiaia da scavare.

Ad intervenire sono per la sponda sancesarese Sabina Piccinini, capogruppo della lista civica Nuovo San Cesario, e per Spilamberto Paola Forghieri, della lista Spilamberto Libera e Responsabile.

«Ci troviamo in una situazione – spiegano la Piccinini e la Forghieri - in cui una stessa mozione per la revisione del Piano delle Attività Estrattive (questa mozione vorrebbe impegnare a rivedere al ribasso i quantitativi da scavare, ndr) viene da una parte bocciata e dall’altra perennemente rinviata. La mozione per la revisione del Piano delle Attività Estrattive è stata infatti presentata a metà novembre dalle liste civiche di San Cesario e Spilamberto. A San Cesario è stata discussa e bocciata dalla maggioranza che l’ha definita “prematura”, quando la stessa normativa di Piano ne prevede la revisione entro il quinto anno dall’approvazione, avvenuta nel 2009. Entro il 2014 i sindaci avrebbero dunque dovuto sollecitare la Provincia per lo stralcio di almeno il 25% del fabbisogno di ghiaia pianificato, anche in ragione della persistente crisi dell’edilizia. A San Cesario, nel 2014 non è stato estratto un solo metro cubo di ghiaia; ciononostante, ci si ostina a voler mantenere ed autorizzare estrazioni sovrastimate, contribuendo così alla distruzione di un territorio già pesantemente martoriato. A cosa servirà l’estrazione di milioni di metri cubi di ghiaia? A chi gioverà?«»

«A Spilamberto la stessa mozione – proseguono la Forghieri e la Piccinini - non riesce neppure ad ottenere risposta. Durante l’ultimo consiglio comunale, dopo tre rinvii la maggioranza ne ha addirittura invocato il ritiro per poterla discutere in commissione. Un iter al limite del ridicolo, oltre che inopportuno, dal momento che in tre mesi il tempo per inserirla in commissione c’è stato abbondantemente. È davvero insolito che gli ordini del giorno arrivino prima in consiglio poi “tornino indietro” in commissione per poi ritornare ancora in consiglio. È evidente l’incapacità di confrontarsi e rispondere nel merito da parte dell’amministrazione di Spilamberto a fronte di una richiesta che non ci sembra neppure tanto impegnativa, dal momento che si andrebbero semplicemente a tradurre nei fatti le promesse della Provincia fatte cinque anni fa per voce dell’allora assessore Caldana. Spacciarsi per paladini dell’ambiente è davvero facile, a parole – concludono Piccinini e Forghieri - ma quando si tratta di passare ai fatti concreti, c’è chi vota contro e chi non ne vuole neppure parlare». (m.ped.)

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