Laboratori tessili con operai irregolari Multa di 32mila euro
Ancora un blitz per contrastare il lavoro nero in via Lombardia, lungo la quale si trovano di laboratori tessili, stirerie e maglifici: tutti locali già visitati in passato. Una task force composta...
Ancora un blitz per contrastare il lavoro nero in via Lombardia, lungo la quale si trovano di laboratori tessili, stirerie e maglifici: tutti locali già visitati in passato. Una task force composta da agenti del commissariato e da militari della Finanza ha potuto subito constatare che l’elevato numero di persone in forza ad una ditta di proprietà di un cinese non corrispondeva a quello dichiarato. Infatti su 16 lavoratori presenti nel laboratorio, sei (di etnia italiana, cinese e pakistana) erano “in nero", mentre altri tre ( di origine pakistana e cinese ) erano “in grigio”, ovvero lavoratori non del tutto sconosciuti alle autorità ma che, pur dichiarati, non sono del tutto in regola oppure sono utilizzati in sostituzione di altre forme contrattuali .
E non è la prima volta, come detto, che in via Lombardia viene effettuato un blitz. Alla fine del 2013 furono controllate tre ditte, due stirerie ed un maglificio, e si scoprì che 24 lavoratori su 27, cinesi e pakistani, erano in nero. Ora, come detto, forze dell’ordine ancora in quei capannoni: gli uomini del commissariato avevano appurato re che alcuni stranieri avevano chiesto i rinnovi dei permessi di soggiorno per lavoro autonomo per una ditta di confezioni che veniva controllata perchè aveva cambiato ripetutamente proprietario nell’ambito della comunità cinese. In particolare, l’azienda, di proprietà di un cinese nel 2014 è passata di proprietà di un altro connazionale alla fine dello stesso anno, al quale è subentrato, già nei primi mesi del 2015, un altro cinese. Era necessario fare una verifica della situazione aziendale. All’interno del capannone operavano due ditte di confezione: una che faceva capo ad un cinese, l’altra ad una donna italiana il cui padre era stato già oggetto di controlli da parte della polizia per violazioni in materia di lavoro.
Le irregolarità riscontrate: mancato adempimento degli obblighi assicurativi e previdenziali, parziale adempimento degli obblighi contributivi, il mancato rispetto dei minimi retributivi e contributivi. Per la titolare della ditta utilizzatrice dei lavoratori irregolari, oltre all'applicazione della maxi-sanzione da 1.950 a 15.600 euro per ciascun lavoratore, è scattata la segnalazione alla competente direzione provinciale del lavoro che prevede la sospensione delle attività imprenditoriali, la cui revoca è subordinata alla regolarizzazione dei lavoratori La somma delle sanzioni comminate alla cittadina cinese ammonta a circa 32mila euro.
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