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Neve, sarà chiesto lo stato di emergenza

di Daniele Montanari
Neve, sarà chiesto lo stato di emergenza

La Provincia invierà la richiesta alla Regione. Una nuova e definitiva ricognizione ha portato i danni a 12 milioni di euro

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Sono saliti a 12 i milioni di danni stimati nel modenese a fronte dell'eccezionale nevicata dei giorni scorsi.

È il risultato della ricognizione definitiva fatta dalla Protezione civile della Provincia, che sarà inviata alla Regione per la richiesta al Governo dello stato d'emergenza. Il conteggio contempla i costi d'emergenza, quelli per i ripristini e una prima valutazione nell'ambito delle strutture pubbliche e private. Nel conto complessivo, si parla di 1,6 milioni per spalatura straordinaria e interventi sulle alberature, 3,3 milioni che serviranno per eliminare i rischi, 3,7 per il ripristino di verde e viabilità, 2,6 per quello delle strutture pubbliche e 100mila euro che sono stati spesi per l'assistenza alla popolazione. Se la domanda non verrà accolta, rischia di essere davvero un disastro, soprattutto per i comuni della montagna, già alle prese con gli effetti drammatici dei tagli. A un primo sguardo, su un territorio di 17 paesi, si può già fare una stima di almeno 2 milioni di danni già documentati. Poi verranno tutti quelli che si scopriranno a neve sciolta. E' questo il conto che i sindaci mercoledì pomeriggio hanno portato sul tavolo della Provincia, a partire da Pavullo, forse il territorio più segnato. Romano Canovi ha evidenziato 30mila euro di danni alle alberature in generale, 75mila solo per il Parco Ducale, Pinone escluso, 100mila per l'intervento d'urgenza sulla pineta di sotto in via Marchiani e 200mila per il completamento della messa in sicurezza del territorio, strade comprese. Non meno di 400mila euro in tutto. Ed è quasi a questa cifra che arriva anche il Comune di Montese, l'altro centro più colpito dall'emergenza. Segue Zocca, con il sindaco Pietro Balugani che ha presentato un conto sui 200mila. Poi c'è Palagano, dove sono stati spesi 30mila euro solo per gli interventi di somma urgenza e se ne calcolano almeno altri 70mila (ma saranno probabilmente molti di più) per l'aggravarsi dell'emergenza frane. Sui 100mila sta anche il Comune di Serramazzoni, mentre a Guiglia una prima ricognizione parla di quota 90mila. Più o meno questa cifra ha ipotizzato anche Frassinoro, mentre si scende dai 70 agli 80mila per Sestola. Conto decisamente più basso, anche per la superficie territoriale, nel confinante Montecreto, 50mila euro in tutto, mentre l'altro vicino, Fanano, fa segnare addirittura uno zero in tabella: «Niente danni da noi, stavolta siamo stati graziati», osserva il sindaco Stefano Muzzarelli. A Lama Mocogno si pensa di chiudere con 40mila e Pievepelago non ha chiesto più di 20mila euro. Piccole o grandi, sono cifre che daranno un gran daffare alla stesura dei bilanci 2015, senza aiuti. «Speriamo che arrivino – chiosa il sindaco di Palagano Fabio Braglia – ma a dir la verità io devo vedere ancora i rimborsi per le nevicate dell'inverno 2012-2013...».

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