Petropulacos: «Non so se resterò al Policlinico»
Continuano le voci sul valzer dei dirigenti. All’Ausl scoppia il caso Martini: non riconfermabile per un caos burocratico. E Reggio dice «no» all’area vasta
Dopo la notizia della possibile nomina di Ivan Trenti a direttore generale dell’Ausl, i corridoi mormorano parecchio. Non perché Trenti non sia considerato un professionista serio, anzi: è dirigente stimatissimo e molte Ausl e ospedali farebbero carte false per averlo.
A creare malumore è il modo non della nomina di Trenti, se arriverà, ma piuttosto del mancato rinnovo di Mariella Martini. Nessuna decisione sul merito, purtroppo, ma sarebbe la burocrazia a frenare il rinnovo della Martini. Un disguido tecnico che ha mandato su tutte le furie anche lo stesso Bonaccini, che ora si ritroverà a dover mediare un problema non previsto. A Modena la frase più ricorrente è questa: «La Martini è una professionista seria e che rimanga vittima di un disguido burocratico è scandaloso». Tempo alcuni giorni e sarà presa una decisione definitiva.
Chi non sa se rimarrà al suo posto è anche Licia Petropulacos, anche lei dimissionaria come richiesto da Bonaccini.
Da un lato la soddisfazione per l'elezione compatta del nuovo preside, dall'altro ancora troppi interrogativi sul proprio futuro. Licia Petropulacos, direttore generale del Policlinico di Modena, fa capire che potrebbe lasciare la sua Modena a breve, visti i nuovi “equilibri” che si fanno strada dopo l'elezione della nuova giunta regionale presieduta dal modenese Stefano Bonaccini. Il passaggio è ancora complesso e incerto: Petropulacos lo sa bene e sfiora il tema congratulandosi per l'elezione oggi di Giovanni Pellacani, nuovo presidente di Medicina (vedi articolo a lato). «Congratulazioni al nuovo presidente. La posizione unitaria della facoltà sul nome del nuovo preside è in sè un fatto non scontato e molto positivo per il futuro del nostro ospedale, al quale tengo moltissimo, a prescindere da quello che sarà il mio destino professionale», sottolinea il direttore generale. Che, a suon di «se», continua: «Se rimarrò al Policlinico - premette Petropulacos all’agenzia Dire - penso che la collaborazione con il professor Pellacani sarà costruttiva come lo è stata negli ultimi tre anni. Pellacani è giovane, intelligente, propositivo, aperto al mondo e all'innovazione, ma soprattutto ha sempre dimostrato di guardare al merito, delle persone e delle soluzioni, prima di ogni altra valutazione. Questo - conclude il direttore dell'ospedale universitario- è il presupposto fondamentale per costruire soluzioni che ci facciano superare le sfide presenti e quelle future».
E in tutta questa incertezza al vertice una notizia arriva anche da Reggio. Se Pellacani, nei giorni scorsi, auspicava ad sanità di area vasta tra gli ospedali di Modena e Reggio Emilia, dall’altra sponda del Secchia non ne vogliono minimamente sapere: «La fusione con Modena? Non è all’ordine del giorno», ha dichiarato ieri alla Gazzetta di Reggio il sindaco della città, Luca Vecchi.
Dello stesso avviso anche il presidente della provincia, Giammaria Manghi: «Sulla sanità ragioniamo solo in chiave reggiana», spiega. Peccato che non decida lui, ma l’ultima parola spetti alla Regione. E Bonaccini sembra intenzionato ad andare verso una riduzione degli sprechi che porterà ad economie di scala anche sovraprovinciali, come già ha fatto capire nel suo insediamento. Ci vorrà tempo, forse parecchio, ma il campanile, che piaccia o no, andrà messo da parte.
Davide Berti
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