Relazione dell’Ausl accusa: «Il Parco ora è pericoloso»
Tecnici dell’azienda sanitaria hanno effettuato sopralluogo rilevando i problemi: «Scuola vicina, uso pubblico dell’area: è urgente intervenire per sanare la zona»
Nei giorni scorsi il Dipartimento salute pubblica dell'Ausl ha spedito due tecnici a verificare lo stato degli scheletri dei chioschi in cemento sotto sequestro e quello dell'intero parco della Rimembranza.
La "sentenza" è stata lapidaria: occorre intervenire, e occorre farlo in fretta, contro il degrado segnalato da molti, anche attraverso l'esposto presentato dal Comitato di tutela del parco che corre tra viale Muratori e viale Martiri. E' tutto nero su bianco nella relazione predisposta dall'Ausl, firmata dalla responsabile della salute pubblica Brunella Fiori e diretta al comandante della Polizia municipale Franco Chiari, ai vertici comunali e al pm Claudia Natalini della Procura.
«Come evidenziato nella relazione - si legge nella richiesta di intervento dell'Ausl - si ravvisa la necessità di eliminare gli inconvenienti riscontrati, considerata la presenza nelle vicinanze di un istituto scolastico e l'utilizzo pubblico del parco». La relazione poi entra nello specifico, raccontando la precaria situazione a cui si è giunti al parco della Rimembranza con la decisione del Comune, alcuni anni fa, di riqualificare attraverso cemento e troppi chioschi (prima 12 e 7, poi sono calati dopo le forti polemiche e l'arrivo della nuova giunta) lo storico spazio verde dedicato ai caduti della prima guerra mondiale. Il risultato odierno, in occasione delle celebrazioni dei cent'anni dal conflitto per giunta, vede rischi perché a due passi dal parco ci sono le scuole San Carlo e i bambini si recano nella zona per la presenza dei giochi. Ma leggiamo quanto scrive la dottoressa Fiori nella sua relazione: «Al parco della Rimembranza è stato constatato lo stato di incuria e degrado dei cantieri, già posti sotto sequestro della Guardia Forestale. Tutte le costruzioni, ancora in fase di edificazione, presentano recinzioni divelte e manomesse, favorendo l'intrusione nell'area di cantiere a chiunque. Ciò conseguentemente costituisce fonte di pericolo, nonché consente un utilizzo improprio. All'interno delle aree sono infatti visibili attrezzature da cantiere e materiali edili, rifiuti ingombranti e rifiuti solidi urbani ed effetti personali che ne dimostrano un utilizzo come bivacco».
La responsabilità delle quattro strutture sequestrate, lo ricordiamo, la Procura l'ha assegnata ai concessionari dei chioschi che dunque sono responsabili dello stato. Stato che è superfluo definire di estremo degrado e che il cattivo tempo di questi giorni non ha certo migliorato. Tutt'altro. Insomma, siamo davanti a una emergenza vera e propria a cui ora anche l'Ausl chiede di porre termine in tempi brevi. Continua la relazione: «E' stata anche rinvenuta un'area verde, anch'essa sotto sequestro, con recinzione divelta che mostra fosse profonde ritenute pericolose in quanto non soggette a interdizione o sorveglianza».
L'Ausl ricorda poi gli articoli del Regolamento di igiene e del Regolamento urbanistico edilizio comunali che impongono di risolvere la situazione e conclude: «Si ritiene necessario richiedere ai soggetti obbligati un intervento volto alla pulizia e sanificazione, nonché alla messa in sicurezza e ripristino dei luoghi, che dovrà essere mantenuto nel tempo». In attesa del processo che si aprirà a fine settembre, con il quale si capirà se ci sono o meno responsabilità penali in Comune e in Soprintendenza. Solo una cosa è fuori di dubbio e basta recarsi al parco a due passi da piazza Grande per comprenderlo: il degrado attuale non è degno di una città come Modena.
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