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Un documento cuore del processo

Un documento cuore del processo

Serramazzoni. È quello che per Casa Fenocchi non ammetteva nuove edificazioni

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SERRAMAZZONI. Non si possono ammettere nuove edificazioni in zona agricola che contemplino ampliamenti di volumetria per scopi extra. È quanto sottolineava la Provincia il 26 maggio 2009 nelle sue osservazioni all'ultima proposta di variante urbanistica avanzata dal Comune di Serramazzoni poco prima che si aprisse il cantiere a Casa Fenocchi. Il documento ha scaldato non poco il dibattito nel corso dell'udienza di martedì sul presunto abuso che ha visto la lunga deposizione dell'ex capo dell'Ufficio tecnico Enrico Tagliazucchi, imputato insieme alla collaboratrice Enrichetta Giacobazzi e Adriano Vandelli, leader Cooprocon qui nelle vesti di progettista. Un interrogatorio molto atteso, a cui hanno assistito anche il sindaco Roberto Rubbiani, l'assessore all'Urbanistica Andrea Convenuti, la consigliera 5 Stelle Francesca Marzani e una delegazione di Libera. A chiedere l'acquisizione dell'atto è stato l'avvocato Pina Di Credico, parte civile per il Comune, andando incontro a una fiera opposizione della difesa, rappresentata dall'avvocato Roberto Ghini, che ha parlato di dinamica contraria alle regole del giusto processo perché il documento non era nel fascicolo delle indagini preliminari. Ma il giudice ha disposto ugualmente l'accettazione quale contributo tecnico importante. Si tratta infatti di osservazioni che la Provincia aveva fatto alla variante 2/2008 predisposta dallo stesso Tagliazucchi – che in un primo momento ha detto di non ricordare bene se era l'autore, ma poi ha confermato quando il legale gli ha fatto notare la sua firma – su un punto che ha stretta attinenza processuale, visto che la palazzina di Casa Fenocchi è accusata proprio di essere ampliamento in zona agricola. La Provincia infatti (allegato A della delibera di Consiglio comunale 44 del 4/6/2009) nell'osservazione 14 scriveva che le proposte fatte sul recupero per fini extra agricoli di fabbricati rurali “non rispondono agli obiettivi di legge, ammettendo sempre e comunque la destinazione d'uso residenziale o turistica a complessi agricoli a servizio, oltre a determinare la possibilità di nuova edificazione in zona agricola per funzioni extra agricole (ampliamento del 20% e costruzione di box auto); pertanto tale norma risulta essere non assentibile né in generale né nello specifico. Si prescrive lo stralcio invitando l'Amministrazione Comunale ad una sua formulazione coerente con quanto sopra espresso”. Nessuna protesta all'epoca dal Comune, che rispondeva: “Si accoglie adeguando la parte normativa in parola”. Chiaro che alla luce di questo diventa più difficile sostenere che un ampliamento di volumetria a Casa Fenocchi fosse lecito. Di questo e altro si parlerà il 10 aprile, in quello che dovrebbe essere a tutti gli effetti l'atto finale con discussione e sentenza, che questo punto arriverebbe prima della prescrizione. (d.m.)

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