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A ottobre si mangerà il pane di Villa Sorra fatto coi grani antichi

di Enrico Vincenzi
A ottobre si mangerà il pane di Villa Sorra fatto coi grani antichi

Castelfranco. Nel vivo il progetto portato avanti insieme all’istituto agrario e Slow Food. Coltivazioni già avanzate

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CASTELFRANCO. Ad ottobre si mangerà il pane di Villa Sorra, quello preparato con i grani antichi che si stanno coltivando sui terreni dell’area del parco. Il progetto ha preso il via lo scorso ottobre ed è oggi nel pieno del suo svolgimento. I ragazzi dell'istituto Spallanzani hanno già provveduto alla semina dei grani, che verranno mietuti in luglio e le farine cotte in ottobre, in concomitanza con la nuova semina. «Il progetto ha una copertura di due anni e formerà nuove generazioni di agricoltori e panificatori in un territorio fortemente legato all'agricoltura» spiega Giuseppe Modena dell'associazione di volontariato X Villa Sorra. «Tutto è nato dall'idea di Francesca Piccinini, direttrice dei Musei Civici Modenesi, di creare qualcosa sulla scia del tema alimentare di Expo 2015. Ci siamo trovati a un tavolo insieme all'Istituto Spallanzani, che ha provveduto agli investimenti economici, all'istituto Venturi che si occupa della parte grafica e Slow Food Modena e abbiamo creato il progetto “Il Pane a Villa Sorra”». Il progetto è incentrato sulla coltivazione di grani antichi, varietà molto usate fino ad inizio Novecento; tra queste, la principale è la varietà inallettabile, così chiamata perché i suoi steli, alti circa un metro e ottanta, non si piegano al vento. Tale varietà è molto povera di glutine e molto resistente a malattie e parassiti: «La nostra coltivazione - dice Modena - non è biologica, ma integrata da agenti chimici in caso di necessità. Ad oggi, però, non ne sono stati usati. Per quanto riguarda la produzione, le varietà che abbiamo piantato ci permetteranno di ottenere 15 quintali di farina per ettaro, che tramite l'impiego delle giuste tecniche possono salire fino a 40, permettendo la competizione con le varietà moderne. In questo modo, il progetto ci permetterà di raggiungere tre obiettivi: trovare le condizioni per creare convenienza nel coltivare in terreni di piccole estensioni; creare una nuova panificazione incentrata sull'agricoltura consapevole e su prodotti di qualità; infine, creare una sensibilità nelle persone riguardo a un alimento basilare come il pane, alle materie prime utilizzate e i metodi di produzione. La nostra divulgazione è indirizzata tanto al mondo professionale quanto a quello del tempo libero». La divulgazione sarà curata principalmente dai Musei Civici e dall'associazione X Villa Sorra, e inizierà a marzo per proseguire fino al 18 ottobre, data della cottura del pane e della nuova semina. «Il progetto - dice Modena - sarà il filo conduttore delle domeniche al parco per i prossimi due anni. Il pane prodotto sarà venduto al punto vendita dello Spallanzani e se i risultati del progetto saranno buoni ci saranno sviluppi ulteriori».

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