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appello del sindacato cgil

«Aimag, ora più trasparenza sul futuro della multiutility»

Aimag da consorzio a maggioranza dei 21 comuni serviti a “srl” interessata a far sì che la multiutility resti ancorata saldamente al territorio. La proposta giunta ai sindaci da un pool d’imprese...

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Aimag da consorzio a maggioranza dei 21 comuni serviti a “srl” interessata a far sì che la multiutility resti ancorata saldamente al territorio. La proposta giunta ai sindaci da un pool d’imprese locali tramite un commercialista che fa da ponte per l’operazione, ha suscitato sentimenti di orgoglio.

«È la dimostrazione - spiegano il sindaco di Carpi Bellelli e il sindaco di Mirandola, Benatti - del valore dell’azienda e dell’interesse che suscita. Per il resto non resta che attendere la prossima riunione del Patto di Sindacato». È noto che il dibattito verte sul fatto che Hera probabilmente diventerà la nuova “padrona” di Aimag. E sul tema adesso interviene anche la Cgil.

«È indubbio - commenta il sindacato - che il futuro di Aimag, gestore dei servizi pubblici locali (che la Cgil considera beni comuni) non possa continuare a svolgersi solo sugli organi di stampa. Occorre, dunque portare in tempi rapidi il confronto nelle sedi proprie, in modo trasparente e partecipato tra i soggetti che a vario titolo sono coinvolti e interessati al futuro di Aimag, a partire dai cittadini, dai consigli comunali, dalle associazioni di impresa e di cittadini e dalle organizzazioni sindacali. Per la Cgil di Modena i punti su cui avviare un confronto sono chiari. Innanzi tutto resta centrale il controllo (almeno del 51%) da parte dei Comuni delle società che gestiscono i servizi pubblici locali idrici, ambientali, energetici. Analizzando le sfide che l’azienda si troverà ad affrontare nei mesi a venire, riteniamo che diversi elementi giochino a sfavore della tenuta complessiva della società. Innanzitutto la gara del gas, Aimag dovrà competere con le grandi multiutilities nazionali. Aimag si troverà ad affrontare la medesima situazione per il settore idrico, in cui l’ambito di gara è l’intero territorio provinciale. Ma anche il settore ambientale, punto di forza di Aimag, sta rapidamente evolvendo: meno produzione di rifiuti, maggiori vincoli sugli impianti di smaltimento, esaurimento delle discariche determineranno una riduzione dei margini e quindi minori dividendi per i soci, a partire dai Comuni. Per queste ragioni oggi non serve a nessuno tifare per una soluzione sia essa la fusione, la gara per acquisire un partner industriale, o rimanere da soli, se prima non si sono chiariti questi aspetti di fondo».

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