Associazioni contro gli aumenti Imu-Tasi
«Ancora una volta si ricorre alla casa, un bene comune che riguarda tutti i cittadini, per aumentare il gettito fiscale». Asppi e Ape Confedilizia prendono posizione in modo univoco contro l'aumento...
«Ancora una volta si ricorre alla casa, un bene comune che riguarda tutti i cittadini, per aumentare il gettito fiscale». Asppi e Ape Confedilizia prendono posizione in modo univoco contro l'aumento di Imu e Tasi annunciato dal Comune di Modena in sede di presentazione del Bilancio di previsione per il prossimo triennio.
«Non è ammissibile che nuovamente i cittadini modenesi siano vessati su un bene primario come l'abitazione, già penalizzato da una pressione fiscale più che triplicata. La manovra prevede infatti che la Tasi sulla prima casa subisca un incremento dal 3,1 al 3,3%. La stangata non risparmierà nemmeno i contratti concordati, introdotti per agevolare le fasce più deboli della popolazione. L’amministrazione comunale, pur avendo mantenuto l'impegno a non applicare per essi l'aliquota massima, prevede comunque un aumento dal 5,2 al 5,6%, a cui va aggiunto lo 0,8% della Tasi. E non è finita: potrebbe rivelarsi illegittima e in definitiva anche ingestibile per la pubblica amministrazione la proposta di applicare una riduzione della tassazione per i contratti concordati che scendano sotto la fascia di canone minima».
«L’amministrazione modenese - proseguono le due associazioni - sembra dimenticare che la casa è un bene primario: il bilancio preventivo infatti si accanisce contro le abitazioni, lasciando invariate le aliquote per le imprese. Non tenendo in considerazione il fatto che anche i proprietari devono fare i conti con la crisi, che si traduce in morosità crescente, tempi e costi delle procedure di sfratto sempre più elevati».
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