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Azienda Liu Jo divisa tra ipotesi di vendita e quotazione in Borsa

di Felicia Buonomo
Azienda Liu Jo divisa tra ipotesi di vendita e quotazione in Borsa

Vannis Marchi potrebbe cedere il 36,8% e al fratello Marco resterebbe il controllo. Il marchio può valere 500 milioni

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La possibile vendita di una quota pari al 36,8% da parte di Vannis Marchi con la maggioranza che rimarrebbe ancora in capo al fratello Marco.

È l’ipotesi di cui parla l’agenzia di informazione Reuters riguardo la nota azienda carpigiana del distretto tessile-moda Liu Jo, i cui titolari sono anche impegnati nello sport con la società pallavolistica Liu Jo Volley. Si tratta solo di rumors al momento, anche se l'agenzia di stampa fa riferimento a fonti vicine alla proprietà: si parla di una doppia operazione per risolvere i presunti dissidi tra i fratelli Marchi sul futuro del gruppo attivo nel campo della moda. Vannis Marchi, 67 anni – secondo le fonti della Reuters – punterebbe a vendere il 36,8% del capitale. Il fratello Marco, 52enne a cui fa capo il 50,8% del capitale, intende mantenere la maggioranza e continuare a guidare l'azienda. Secondo una delle fonti il processo è partito, con l'obiettivo di sondare l'appetito del mercato per un'offerta pubblica iniziale e valutare potenziali acquirenti. Ci sarebbero già stati diversi incontri con operatori di private equity, investitori istituzionali che rileverebbero le quote della società, ma i fratelli Marchi non avrebbero ancora individuato il partner giusto. Ancora non sono stati affidati incarichi formali a banche e società di consulenza e in ogni caso l’azienda smentisce qualsiasi ipotesi del genere. Liu Jo potrebbe essere valutata fino a 500 milioni di euro, ovvero dieci volte l'Ebitda.

Liu Jo ufficialmente ribadisce che l'azienda, al momento, non sta rivedendo le opzioni. Di voci riguardo la Liu Jo ne circolano da anni. Come quelle relative alla quotazione in Borsa Italiana. L'ultima poco meno di un anno fa, quando i giornalisti specializzati si lanciarono nell’ipotesi di un interessamento dell'azienda di abbigliamento per un possibile ingresso a Piazza Affari. Le prime indiscrezioni su questo tema risalgono all’anno 2007, ogni volta poi puntalmente smentite. L'azienda carpigiana è tra le nove grandi imprese del territorio di Carpi, che da sole accentrano il 44,5 per cento del fatturato del grande distretto tessile. Marchi comincia come contoterzista nel 1985, e già nel 1990 riesce ad allargare il proprio giro d'affari. E a metà degli anni Novanta i fratelli Marchi (Marco e Vannis) optano per la creazione di un proprio brand total look dando vita alla Liu Jo.

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