Elementari, crollo a un anno dai lavori
San Prospero. Cade il controsoffitto all’ingresso della scuola La rabbia del Comune: «Tanti interventi rattoppo ma inutili»
SAN PROSPERO. Un controsoffitto che rovina al suolo, proprio all’ingresso della scuola elementare. È accaduto ieri, non senza rabbia. Perchè solo un anno fa vennero terminati i primi lavori di risistemazione del tetto e di alcune aule in seguito al terremoto. Lavori finanziati dalla Regione per 55mila euro. In novembre ulteriori riparazioni, dopo la segnalazione dell'amministrazione di un'infiltrazione d'acqua nel lucernario. Eppure dopo solo due mesi il Comune fu costretto ad effettuare un'altra segnalazione sempre per infiltrazioni che ieri notte, in seguito alle nevicate, hanno provocato la caduta del pezzo di controsoffitto, fatto di cartongesso. Racconta, indispetto, il vicesindaco Enrico Scannavini: «È da mesi che denunciamo questo ed altri problemi che si sono verificati in seguito ai lavori eseguiti nel 2014. Sono venuti più volte a sistemare ma a quanto pare non è stato fatto un lavoro adeguato perché abbiamo continuato ad avere infiltrazioni. La Regione farà ritornare la ditta che si è occupata dei lavori a sistemare i danni». Le infiltrazioni sembrano essere causate dalla mancanza di una guaina che separi la parte superiore ed inferiore del soffitto, provocando il passaggio dell’acqua. Scannavini spiega come non ci siano pericoli per i bambini ed entro lunedì l’area circostante al crollo verrà messa in sicurezza: «Il cartongesso è stato applicato solo nell'ingresso quindi nelle aule non è presente ma ciò non toglie che il problema sussiste e deve essere sistemato in fretta. Insieme anche alla direttrice, abbiamo deciso di mantenere la scuola aperta». Anche la minoranza aveva già segnalato il problema all'amministrazione come spiega il consigliere Alessandro Ascari: «Avevamo segnalato qualche giorno fa le problematiche della scuola elementare. E insieme all'amministrazione abbiamo un sopralluogo proprio per controllare che non ci fossero pericoli».
Serena Fregni
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