Enorme masso si stacca da una parete della Pietra di Bismantova
Il distacco roccia che ha lambito l'eremo e distrutto l'auto di don Edoardo Cabassi. Nessun ferito. Bini: "Chiusi tutti i sentieri"
CASTELNOVO MONTI. Un gigantesco masso si è staccato da una parete della Pietra di Bismantova, precipitando a pochi metri di distanza dall'eremo - dove sono in corso le opere di restauro - e distruggendo l'auto di don Edoardo Bassissi, che si trovava all'interno del luogo di culto e si è salvato per miracolo.
Secondo quanto riferiscono i testimoni, il distacco sarebbe avvenuto in due distinti momenti, a distanza di circa dieci minuti. "Tremava tutto", racconta una donna. Il secondo crollo è stato quello più grande, provocando un gran fumo. I primi soccoritori hanno subito cercato di capire se ci fosse qualche vittima, ma fortunatamente nessuno era a lavoro nelle vicinanze del distacco.
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Sul posto i carabinieri di Castelnovo Monti, i vigili del fuoco del distaccamento montano e del comando di Reggio Emilia insieme al soccorso alpino per scongiurare che sotto il materiale caduto possa esserci qualcuno. Una ipotesi poi esclusa. Resta da capire anche quale sia la situazione sulla parete della rupe dantesca e se esiste il pericolo che possano verificarsi altri distacchi così consistenti. La frana ha abbattuto la statua di San Benedetto e la campana è rimasta appesa a un albero.
Durante i sopralluoghi anche il sindaco di Castelnovo Monti, Enrico Bini e l'assessore alla Protezione civile, SIlvio Bertucci. Bini ha disposto la chiusura di tutti i sentieri nelle vicinanze della Pietra, annunciando un'ordinanza. "Le infiltrazioni d'acqua hanno contribuito al distacco", afferma Bini. La Pietra è monitorata da sensori collocati dall'Università.
Per l'assessore Bertucci, direttore della cooperativa L'Ovile che gestisce il rifugio, si tratta anche di un danno economico. Circa un anno fa erano stati investiti 75 mila euro. Ma ora il rifugio, che doveva essere riaperto a giorni, resterà chiuso. "Non possiamo mettere in pericolo i lavoratori", spiega Bertucci.
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