In 300 per ascoltare i musulmani
Folta partecipazione all’iniziativa pubblica: «Vogliamo avere più voce a Carpi»
«Quando sono venuto qui mi chiamavano vu cumprà. Eppure noi siamo diplomati e laureati. Siamo arrivati a Carpi per cercare un lavoro, ma abbiamo dimenticato di fare capire a voi chi siamo. Un compito al quale ora stanno pensando i nostri figli». Queste le parole di Hassan Moudni, papà di Sofia, giovane donna islamica tra le organizzatrici dell’incontro che i Giovani Musulmani di Carpi hanno organizzato giovedì sera ad una sala congressi di via Peruzzi, affollata da circa 300 partecipanti. Tra il pubblico, sia musulmani, sia cristiani di tutte le etnie e parecchi studenti. «Ci incontriamo ogni due settimane, ma ci siamo resi conto che questo non bastava per aprirci alla città – hanno commentato i giovani Hamdi M’Barki, Anis Othmana, Sofia Moudni, Ilham Amal e Oussama El Hamrita – vogliamo partecipare a questa società, avere una voce, essere qualcuno, perché se i nostri genitori sono venuti qui per ragioni economiche, noi, in Italia, vogliamo avere una parte integrante». Oussama, poi, aggiunge: «Io preferisco il crocefisso nelle scuole piuttosto che non avere niente, perché il niente denota una mancanza di valori». Ospiti della serata Carmela Tramontana, 53 anni, italiana convertita all’Islam, e Yassine Lafram, della comunità islamica di Bologna. Quest’ultimo non ha risparmiato una stoccata alla giunta sassolese per la chiusura della moschea e i musulmani costretti a pregare nel parco, e ha sottolineato come le donne si convertono all’Islam più degli uomini.
Serena Arbizzi
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