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Pellacani: «Petropulacos? Spero rimanga»

Pellacani: «Petropulacos? Spero rimanga»

Primo giorno da preside di Medicina per il dermatologo neoeletto: «La Regione sa cosa fare»

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«Petropulacos? Spero che rimanga, ma il dottor Trenti ha eccellenti qualità. I nuovi primari? Sicuramente in gamba, ma prima il regolamento». Il dottor Giovanni Pellacani, nuovo preside della facoltà di Medicina (o “presidente”, secondo l’ultima dicitura), non ha evitato domande d’attualità durante la “prima” ufficiale. A partire dal direttore generale del Policlinico. Licia Petropulacos fino a ieri diceva «se rimarrò» e anticipava che continuerà a tenere all’ospedale «a prescindere da quello che sarà il mio destino professionale». «Deciderà la Regione - ha spiegato Pellacani - non sono decisioni che spettano a noi. Mi auguro che rimanga e che in caso siano fatte scelte su persone valide e propositive. Ho avuto modo di conoscere il dottor Ivan Trenti, potenziale candidato: ha eccellenti qualità, come la dottoressa Petropulacos ha a cuore l’azienda». Uno dei fascicoli più “pesanti” sul suo tavolo sono le nomine dei primari di Cardiologia, Ginecologia e Oncologia. Il neopreside non ha indicato nomi, spiegando come sia sua intenzione puntare su «giovani, competenti, di qualità, cercando di favorire i nostri interni». In alternativa, c’è lo «scouting di qualità» per nuovi profili. «Disegneremo insieme una road map - ha garantito il successore di Nichelli - per creare un direttivo, trasversale alle idee e alle esigenze. Deve assumere decisioni indipendentemente da quello che farei io o gli altri per sistemare le carenze, attuali e future. La nostra priorità è salvare le scuole e i corsi di laurea, altrimenti non abbiamo senso di esistere». «Nel 2018 trentasei figure lasceranno l’università - ha ricordato il dottor Anto De Pol, direttore di uno dei quattro dipartimenti - un collante sarà fondamentale». «Il mio ruolo sarà quello di coagulare - ha garantito Pellacani - e fare progetti per tutto il territorio. Approviamo rapidamente il regolamento per farli andare avanti, poi nomineremo i gruppi di lavoro. Risolveremo i problemi che ci trasciniamo dietro». Pellacani (come De Pol) ha ribadito il ruolo che può avere l’azienda di Reggio nel portare avanti i progetti. Non è preoccupato dalle frasi del sindaco Luca Vecchi sul fatto che la fusione con la sanità modenese «non è all’ordine del giorno»? «Con le decisioni politiche è un tirare a indovinare - ha risposto Pellacani - le nostre attività e il nostro lavoro sono basati su progetti tra Modena e Reggio. Al di là dell’organizzazione politica, si va di comune accordo, con benefici per entrambi. La politica ci seguirà». Plausi per la sua nomina sono giunti dai direttori degli altri dipartimenti della facoltà, i dottori Carlo Adolfo Porro («con la concordia porteremo a termine al meglio il lavoro»), Stefano Sacchi («ha voglia di spendersi») e Mario Luppi («vigileremo sull’integrazione tra università e ospedale per insegnare bene agli studenti»).

Gabriele Farina

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