Tessere fedeltà diventano carte di credito clonate
Dalla sottrazione dei dati sensibili, alla loro applicazione nella banda magnetica Bande specializzate in azione. Ladri sorpresi a riempirsi gratis taniche di benzina
Stavano cercando di uscire dal MediaWorld dopo aver rubato uno smartphone da 300 euro ma sono stati notati, fermati ed arrestati. Fin qui, purtroppo, nulla di nuovo: uno dei tanti assalti da parte di uno o più taccheggiatori alla merce esposta nei centri commerciali. Ma questa volta gli arrestati, una donna e un uomo di 38 anni e un altro di trenta, tutti e tre rumeni e senza fissa dimora, sono stati trovati in possesso di due carte truccate. Due tessere con banda magnetica, due “carte fedeltà” sulle quali erano stati caricati i dati, i numeri, i codici di carte di credito vere. Come se si trattasse di un furto di “identità” delle carte di credito: i dati elettronici rubati all’ignaro proprietario della carta sono stati inseriti in tesserine plastificate non di credito ma “normali” come , in questo caso, la tessera del MediaWorld per sommare i punti e avere gli sconti, e quella della Findomestic. In sostanza, può essere una carta qualsiasi, anche quella del supermercato, ma una volta truccata ecco che questa funziona come una Visa o una MasterCard.
E la polizia ne sa qualcosa: proprio nei giorni scorsi alcuni rumeni erano stati sorpresi mentre si stavano dando al saccheggio di carburante. La banda era entrata in azione in un distributore: i ladri avevano già riempito parecchie taniche di benzina avendo avuto il via libera alla pompa erogatrice avendo utilizzato una carta di un supermercato. Dietro a queste azioni, che nella loro parte finale evidenziano una grande facilità di utilizzo e un buon margine di successo, c’è il lavoro tecnologico di esperti. Esperti, come risulta dalle statistiche di arresti e denunce, quasi sempre di nazionalità rumena o moldava.
La tecnica è quella chiamata skimming: si tratta di quella frode per cui dei truffatori si procurano illegalmente i dati delle carte di conto, di debito o di credito delle loro vittime per poi prelevare denaro dal loro conto utilizzandole.
Come si fa ad ottenere questi dati? Manomettendo le apparecchiature dentro le quali le carte vengono inserite, i distributori automatici. Dunque sportelli bancomat, distributori di biglietti e terminali per il pagamento con carta di credito nei negozi, nelle stazioni di servizio, nei ristoranti. I truffatori si servono di speciali congegni che, applicati ai distributori automatici, sono in grado di copiare i dati contenuti nella banda magnetica delle carte di conto, di debito e di credito e di spiare il pin mentre viene digitato. Questi congegni solitamente sono apparecchi grandi quanto un pacchetto di sigarette. Una volta dunque decodificato il codice segreto e i dati caratteristici delle bande magnetiche, questi vengono memorizzati e immessi in un computer. Da qui scatta la fase due: i dati dei reali possessori, dalla banda magnetica delle carte di credito vengono trasferiti alle nuove tesserine plastificate che così diventano pronte all'uso.
Tornando al furto, la banda di rumeni , inizialmente composta da cinque persone, era stata vista armeggiare con i prodotti nel reparto telefonia. Con l'aiuto di un cacciavite o ladri infatti riusciti a forzare la custodia in plexiglas e ad impossessarsi di uno smartphone, cercando così di passare indisturbati le barriere antitaccheggio. Gli agenti della Volante, chiamati sul posto dal servizio di sorveglianza, sono però riusciti ad intercettare gli stranieri all'uscita e a bloccarne tre, recuperando il telefono rubato , l'arnese utilizzato nel furto e soprattutto le due “tessere fedeltà” modificate.
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