«Bassa, la ricostruzione non si fermerà»
Inchiesta Aemilia. Le rassicurazioni alla conferenza dell’Unione Area Nord con l’ex pm Zincani: «Qui la politica è sana»
MIRANDOLA. Era preventivamente scontato che l’incontro di ieri sull’inchiesta Aemilia e sulla ricostruzione post sisma - organizzato dall’Unione dei Comuni Area Nord - si sarebbe tradotto in un autoassolutorio e autoreferenziale elenco di frasi fatte: serve compattezza, il territorio è sano, la Bassa è una terra di valori, la politica non è contaminata, il fenomeno riguarda tutti per cui serve compattezza, non accettiamo lezioni da nessuno... E infatti è accaduto pure che qualcuno - più di uno - si sia addormentato, salvo poi svegliarsi al rumore dell’ombrello che gli cadeva.
Eppure, nonostante fosse prevedibile un diffuso e generico “ariafrittismo”, la sala consiliare del consiglio comunale di Mirandola era piena, eccome. Gente che si è sottratta alle spese del sabato pomeriggio e alla festa di San Valentino: politici, tecnici, imprenditori, ma anche cittadini, alcuni dei quali non hanno saputo sottrarsi, a loro volta, dal rimarcare valori e necessità condivise in chiave antimafia. Perchè è evidente che l’inchiesta Aemilia ha colpito nel vivo, raccontando quanto le Cosche siano in Emilia, e nella Bassa. Quanto sia facile sporcarsi le mani per l’imprenditoria locale. E quanto - al di là delle rassicurazioni, perchè basta leggere gli atti - possano diventare imbarazzanti i rapporti che ne derivano, anche con le istituzioni.
Ed è evidente che tutta questa gente della Bassa oggi ha bisogno di rassicurazioni, di valvole di sicurezza, di quella condivisione che passa anche attraverso le “frasi fatte”, gli slogan e i luoghi comuni.
Chi si aspettava dunque rivelazioni coinvolgenti è rimasto deluso, tanto che anche qualche sindaco ne ha approfittato per leggersi qualche pagina di “’Ndrangheta all’emiliana”, il libro edito dal gruppo Espresso che contiene invece gli atti dell’inchiesta, ed è in distribuzione in questi giorni nelle edicole. Eppure, ancora, qualche spunto dall’incontro è emerso. Ad esempio, l’ex procuratore della Repubblica di Modena Vito Zincani ha confermato la “divergenza di vedute” tra gli inquirenti e la Prefettura di Modena, che si è accontentata di “vendita di quote” per riammettere le ditte escluse dalla White list. È noto infatti che la Dda sta indagando su questi aspetti, e sulle pressioni in tal senso ricevute dalla Prefettura.
Zincani ha usato parole rassicuranti sul clamore e le paure di questi giorni («la mafia trionfa quando non se ne parla«) e sulla innocenza della politica («i politici sono espressione della gente», «voi non sapete come è altrove, qui il potere della mafia non domina l’economia e non si è tradotto in potere sulla politica»...). Tuttavia ha ammonito sull’abbraccio mortale delle mafie che si presentano vincenti “sul piano del prezzo”, sulla disponibilità di capitali, sulla possibilità di derogare alle regole del lavoro
Il senatore modenese Stefano Vaccari, componente della commissione antimafia, ha spiegato come in Emilia la ’Ndrangheta invece faccia assumere i lavoratori, salvo poi trattenere la cassa edile, gli straordinari, i buoni pasto (vicenda Bianchini). Tuttavia ha rassicurato sulla attenzione istituzionale per il fenomeno, per creare norme più stringenti, e ha chiesto di evitare generalizzazioni «che sono un regalo a tutte le mafie». Vaccari ha anche spiegato il programma della visita della stessa commissione in Emilia: domani a Reggio Emilia poi martedì a Modena, per confrontarsi con gli investigatori della Dda, le prefetture, il Girer, le categorie economiche...
Il presidente dell’Unione Area Nord, il sindaco di San Felice Alberto Silvestri, è tornato sui suoi cavalli di battaglia, ad esempio sulla mancanza di una legge quadro per le calamità naturali, o sul fatto che non c’è una burocrazia pachidermica ma che «le cose hanno bisogno di tempo per essere fatte in modo corretto».
Gli unici momenti piccanti si sono registrati con l’appello delle liste civiche a non essere sistematicamente boicottate e soprattutto sulla gestione da parte dei Comuni della ditta Bianchini. Sollevati i reciproci muri, il sindaco Silvestri ha concluso con fiducia: «La ricostruzione non si fermerà, vinceremo anche questa battaglia».
Alberto Setti
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