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Farmaci, promemoria al telefono

Farmaci, promemoria al telefono

Sperimentazione alla Madonnina. Uno squillo e la registrazione ti ricorda di prendere la medicina

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In questo caso si può proprio dire che una telefonata allunga la vita. Per il dottor Marco Taddia, e per altri dieci farmacisti in tutta Italia, la sperimentazione che collega il telefono alla somministrazione dei farmaci è appena iniziata.

I primi volenterosi si sono già iscritti a questa iniziativa, promossa dalla società modenese “Fb Communication” che sta raccogliendo centinaia di persone dalle Alpi alla Sicilia. «I farmacisti - spiega Fulvio Bruno, amministratore unico della società - sono i fiduciari dei malati, i camici bianchi a cui chiedere consigli e istruzioni sulle medicine, gli orari e i quantitativi da assumere. Di qui il loro ruolo strategico nella fase più delicata, quella della somministrazione dei farmaci. Troppo spesso, come confermato da inchieste puntuali sul campo, al momento di prendere pillole o sciroppi i pazienti si dimenticano, spostano gli orari, sbagliano dosaggi. I risultati? Cure che non funzionano, indebolimento dell’organismo perché le malattie vanno avanti anzichè retrocedere e una ripetizione di terapie. Tutto questo aggrava enormemente la spesa farmaceutica a carico delle casse pubbliche. Con i nostri software e le app applicate ai telefonini è possibile risolvere il problema di verificare quotidianamente i malati, con costi bassissimi».

Anzichè chiamare direttamente i malati con personale in carne e ossa, un risponditore automatico attiva la chiamata negli orari prefissati chiedendo se hanno preso la dose raccomandata: se la risposta è affermativa la telefonata viene chiusa con un ringraziamento. Se invece è negativa, non c’è risposta o neppure l’attivazione del contatto, ecco che parte un segnale d’allerta per il farmacista. Solo in questo caso c’è un contatto diretto.

«In questo modo - conclude Bruno - ogni paziente viene seguito, accompagnato per mano al consumo dei farmaci. Non ci possono essere distrazioni o errori nell’indicazione dei dosaggi; al tempo stesso il medico curante ha un quadro esattissimo della terapia e può valutarne gli effetti in tempi brevi».

Quindi niente più dosaggi e risposte a spanne con i malati che telefonano negli ambulatori lamentandosi dell’inutilità delle cure.

«Credo che questa sia un’innovazione importante destinata a estendersi ovunque - dice convinto il dottor Taddia, contitolare dal ’78 della farmacia Madonnina, l’unica privata oggi in grado di restare aperta giorno e notte tutti i giorni dell’anno - Molte volte si presentano qui pazienti dimessi dagli ospedali con sacchetti di medicine e ricette che difficilmente capiscono. Anche se assistiti da qualcuno si ritrovano a prendere tante pillole, diverse solo per colore e forma. Per i politrattati, i soggetti con più patologie e più sintomi che si portano dietro per decenni i loro guai, l’accumulo di medicine finisce per diventare un bel guaio. In questa maniera invece c’è una sorta di infermiere telefonico che li avverte degli orari, di cosa prendere al momento giusto. Ed è tutto gratuito. Il risparmio per l’Ausl, se il sistema verrà esteso a tutte le farmacie, sarà enorme». Sinora però Ausl e Federfarma restano alla finestra. L’esperimento pilota va avanti e nel giro di pochi mesi si potranno registrare i primi risultati».

Saverio Cioce

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