Gazzetta di Modena

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Fiera Antiquaria capolavori in mostra Primi segni di ripresa

di Michele Fuoco
Fiera Antiquaria capolavori in mostra Primi segni di ripresa

Gli espositori cautamente ottimisti portano i pezzi migliori Quadri, statue, argenterie e veri gioielli di ebanisteria

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Hano puntato su Modenantiquaria, aperta fino a domenica, i grandi mercanti di arte antica. E la rassegna risplende di prezzi di gran pregio.

Dominano i dipinti del passato, ma anche i mobili parlano di cultura dell'artigianato dei secoli scorsi. Staordinaria è, da Altomani & Sons di Milano e Pesaro, la grande scrivania (1740) di Nicola Bargilli di Roma, intarsiata in palissandro, con al centro, in madreperla, l'emblema dei della Rovere. Giancarlo Ciaroni l'ha acquistata in Scozia da una collezione privata. In un'asta all'estero ha preso il quadro di Pieter Boel di Anversa, pittore animalista del Re Sole.

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L'opera, che raffigura un cane, proviene da Palazzo Caprara di Bologna. Fu venduto dal cardinale a Napoleone che lo regalò, nel 1807, alla nipote Eugenia Beauharnais, poi principessa di Bologna. «Sono opere che suscitano - dice Ciaroni - l'interesse anche dei meno appassionati. Ora i prezzi sono più accessibili».

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Presso la Galleria di Pietro Cantore domina il ritratto di Francesco I d'Este, con Ghirlandina, per mano di Guercino e della sua bottega. In luglio scorso è stato portato a Modena da Madrid. «Non si può negare il buon lavoro degli antiquari - sostiene Cantore - per il recupero all'estero di opere che fanno parte del nostro patrimonio. In Italia le leggi sono restrittive per la circolazione delle opere. Ne abbiamo parlato con il ministro Franceschini». Fanno bella mostra anche i dipinti ‘Vergine in contemplazione’ di Guido Reni e ‘Venere e Amore’ di Michele Desubleo, e tra i mobili due comodini, con intarsi, dell'800 di Giuseppe Maggiolini. Di impianto architettonico è il cassettone veneto del ’600, con intarsi di diverse essenze, presso la Galleria Previtali di Bergamo. Da ammirare il fondo sala romano dell'800, con lo stemma della famiglia Pamphili, ma pure due quadri, con ragazzi al gioco della morra e delle carte, di Giuseppe Romani.

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Stupenda la "Bagnante" in marmo del 1878 di Antonio Tantardini. «C’è un impatto positivo della fiera - dice Francesco Previtali - e qualche segnale di ripresa. Ora si può comprare bene».

E ci crede anche la modenese Paola Cuoghi, di Surprise.

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«Si respira - dice - una bella artmosfera. Qui è di casa l'eccellenza e il visitatore sa apprezzare le belle cose». Ci fa vedere una credenza in noce di Luigi XIV e una coppia di consolle veneziane del ’700, con inserti in vetro di Murano. Nessun dubbio per il giovane Matteo Giusti (Antichità di Formigine). «Conta la qualità - dice mostrando un S. Sebastiano del ’500 di Francesco Zaganelli (expertise di Roberto Longhi), un tavolo modenese in noce del ’700 e un’intatta credenza del ’500 bolognese.

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È incentrata sui dipinti l'esposizione della Galleria d'Orlane, di Casalmaggiore (Cr) dove ci sono due deliziosi quadretti di Giuseppe Maria Crespi di ambientazione agreste e una natura morta, del XVIII secolo, del Pittore di Rodolfo Lodi. «Sono dipinti per acquirenti colti che sanno guardare all'antico» spiega il titolare Gianluca Bocchi.

Quadri anche nella Bottegantica di Milano e Bologna, con artisti noti: Francesco Mancini (Ritorno da Montevergine, 1830), Carlo Brancaccio (Vista di Capri), Giovanni Boldini (Eugenie). Per il direttore Enzo Savoia. «La manifestazione è talmente importante che può aprirsi al mercato estero».

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