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Il Comune: «Vogliamo ripulire il parco»

Resa nota la lettera al tribunale in cui chiede l’ingresso nella zona sequestrata per togliere i rifiuti

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Tutti in campo per stoppare il degrado in corso presso le aree dei chioschi sotto sequestro al parco della Rimembranza, dopo la segnalazione da parte dell'Ausl di una situazione non più rinviabile trattandosi di salute pubblica. Ieri ha preso l'iniziativa il sindaco Muzzarelli che ha spedito una lettera al presidente del Tribunale Vittorio Zanichelli e al procuratore della Repubblica con la quale chiede il permesso per poter sanificare l'area e rimuovere i molti rifiuti sparsi ovunque nei cantieri degli scheletri in cemento.

Ricordiamo infatti che lungo viale Muratori c'è anche la scuola S. Carlo e, ricordava la relazione dell'Ausl anticipata dalla Gazzetta nei giorni scorsi, la situazione cui porre rimedio è dunque ancora più urgente.

Nella lettera Muzzarelli scrive che è presente al parco della Rimembranza una "Obiettiva situazione di degrado" e ricorda anche che la situazione è già stata segnalata da tempo dai cittadini, dal Comitato per la Tutela per il Parco, dalle Guardie Ecologiche, dalla stampa e, appunto, dall'azienda sanitaria locale. Continua la lettera: «Il Comune, nell'ambito dell'ordinaria attività di pulizia e nettezza urbana ben potrebbe provvedere alla rimozione e sanificazione delle aree, osta però a tal fine il provvedimento di sequestro che inibisce ogni attività ed ingerenza nelle zone sotto sequestro. La disponibilità dell'amministrazione a re-includere nell'attività della nettezza urbana le aree in sofferenza dirimerebbe alla radice gli inconvenienti, senza danno alle indagini. Prima di procedere occorre però l'autorizzazione del Giudice».

Un sindaco in attesa, dunque. Va però precisato che non certo l'intero parco è sotto sequestro, ma lo sono solo le aree dei chioschi in cemento che il Comune voleva realizzare per la valorizzazione commerciale. Occorre anche capire come la magistratura si comporterà riguardo ai soggetti responsabili dei cantieri sequestrati, i concessionari del chioschi. «Sono amareggiato come tutti - spiega Andrea Galli, proprietario del chiosco Tosco sotto sequestro - del degrado che vedo ogni volta che passo davanti agli scheletri dei del parco. Amareggiato e dispiaciuto perché lo spettacolo che viene offerto è squalificante per la nostra città, ma questo degrado ha come responsabile il Comune che da oltre un anno cerca, con la via giudiziaria, di stemperare le proprie colpe rinviando la soluzione del problema. Il degrado delle aree sequestrate, facilmente prevedibile, è legato non tanto al sequestro, ma alla posizione stessa delle strutture e alle lungaggini che si stanno trascinando; inizialmente l'affido giudiziale era stato fatto in capo alla Guardia Forestale poi, visto che si stava rivelando un fastidio e una spesa, è stato addossato per un tempo indefinito, ai chioscai stessi che in questo modo oltre ai danni rilevanti hanno avuto anche la beffa di dovervi provvedere, cosa che hanno fatto, ognuno con la sua sensibilità e le sue capacità. La guardia delle strutture sarebbe dovuta essere fin dall'inizio al Comune, autore di un progetto che, malgrado i 13 anni trascorsi nell'iter, aveva più di un punto debole. Apprezzo che il Comune chieda oggi al Tribunale di poter pulire le aree, ma sarebbe stato sufficiente interpellare nei mesi scorsi i proprietari-custodi giudiziali che, senza dubbio, avrebbero acconsentito».

Stefano Luppi

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