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In mille per dire addio a Greta e al padre Alberto

di Serena Arbizzi
In mille per dire addio a Greta e al padre Alberto

Entrambi morti per le ustioni riportate nell’esplosione della loro casa Folla commossa ieri al funerale. C’era anche il fidanzato, arrivato in barella

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MARANELLO. Una folla di almeno mille persone, accomunata da uno spasimo lacerante per un doppio funerale che ha moltiplicato all’infinito il dolore, ha detto addio ieri mattina a Greta e Alberto Benincasa, alla chiesa parrocchiale di Torre Maina. Greta, 21 anni, e Alberto, 50, sono le vittime dell’esplosione dell’abitazione di via della Resistenza, un paio di settimane fa, provocata da una bombola gpl. In casa, al momento dell’esplosione, c’erano anche Beatrice Bettuzzi, 49, moglie di Alberto e mamma di Greta, gravissima all’ospedale di Cesena, e Gabriele Pinna, 30, fidanzato della ragazza, presenti ieri al rito funebre. È stata la bara di Greta, adornata di rose bianche, ad entrare per prima nella navata della chiesa, tra lacrime e commozione per poi essere posizionata sulla destra, vicina al suo Gabriele. Subito dopo, ha fatto il suo ingresso quella di Alberto, su cui sono stati adagiati fiori rossi: i feretri hanno raggiunto l’altare sulle note di “Watch over you”, degli Alter Bridge e, al termine dell’omelia, hanno abbandonato la chiesa sullo sfondo della canzone preferita da Greta, “Real love”, di Clean Bandit, prima di essere sepolti al cimitero di Torre Maina. Nella stessa chiesa, Alberto e Beatrice avevano festeggiato il loro matrimonio e il 50enne era originario della frazione. L’omelia è stata pronunciata da don Lorenzo Giusti, parroco di Pozza, e concelebrata da don Paolo Monelli, parroco di Maranello, particolarmente legato a Gabriele Pinna. Don Paolo, infatti, ha trascorso anni di sacerdozio in Sardegna, dove ha conosciuto il trentenne e la sua famiglia. Presenti alle esequie, anche il sindaco Massimiliano Morini, l’assessore Mariaelena Mililli, vari consiglieri comunali, oltre agli amici di sempre, e ai colleghi di Alberto e Greta.

«Siamo sconcertati, servirà tempo» dicono Riccardo e Nicol, fratello e cognata di Greta. «Ricordiamo il viaggio a Malta, tante serate passate ai pub, a cantare a squarciagola, tutte la mangiate che ci siamo fatti insieme. le tue parole dolci e affettuose, eri la figlia che tutti vorrebbero – hanno detto Valeria e Dino, amici di Greta, dal pulpito - La piccola grande donna che ogni uomo vorrebbe accanto a sé. Ci hai insegnato ad apprezzare le piccole cose della vita. Non ti ringrazieremo mai abbastanza per tutto questo. Insieme avremmo potuto fare tante altre cose, ma la vita è imprevedibile e si dovrebbe vivere attimo per attimo».

Un sentito pensiero è stato letto anche dai colleghi di Greta, del Tezenis di via Emilia centro a Modena. «Grazie al lavoro ci siamo incontrate. Ci hai trasmesso tanti valori, inconsueti per una ragazza della tua età. Non scorderemo mai la tua passione per i latini, la tua gioia quando entrava qualcuno in negozio o quando ti avvicinavi ad un animale, o il tuo grande amore per Gabriele» hanno detto Chiari, Marti, Saretta, Ery, Sara, Vale, Erica, Mario, Maristella e Morena, con i quali Greta lavorava.

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