Modena Terra di Motori, cala il sipario
Nell’anno dell’ Expo la nostra città rischia un incredibile autogol: la manifestazione motoristica potrebbe scomparire
"Modena terra di motori", la storica manifestazione che contribuisce a qualificare il nostro territorio come capitale dell'auto sportiva, quest'anno non si farà. E proprio nell'anno dell'Esposizione Universale di Milano che, con ogni probabilità, porterà molto pubblico anche sotto la Ghirlandina alla ricerca certo di musica lirica, arte e prodotti tipici, ma soprattutto del rombo delle quattro ruote entrate nel mito. E invece si sta palesando all'orizzonte l'incubo peggiore: l'annullamento in primavera appunto di Terra di Motori, appuntamento che l'anno scorso ha richiamato 40mila tra appassionati e turisti.
C'è ancora un piccolo spazio di mediazione - davvero sarebbe clamoroso il contrario - per scongiurare la decisione e ritornare sui propri passi, anche perché la mancanza della manifestazione principe dei motori rischierebbe seriamente di mettere in secondo piano altre iniziative che pure si terranno nei mesi di Expo. Primo tra tutti il "Ferrari e Pavarotti land" con la mostra di imminente apertura al Mef. La cancellazione di Modena Terra di motori sarebbe insomma un grosso smacco per la nostra città. Ma come si è giunti a questa situazione incredibile?
E' andata pressapoco così. Il Comune ed altri enti da settimane hanno "ingranato la quarta", cercando di preparare per l'imminente Expo un menù nutrito, certo non senza polemiche furenti se pensiamo alla sottrazione temporanea della Palazzina Vigarani che per sei mesi è stata assegnata direttamente dal Comune al consorzio privato "Palatipico".
Per tutto ciò, tra gli altri, è stato importante il contributo della Camera di commercio che, oltre a finanziare lautamente il Palatipico con milioni di euro, avrebbe anche assegnato circa 40mila euro per le iniziative di Expo. Poi il Comune avrebbe scritto alla Camera modenese chiedendo altri fondi per Terra di Motori, sentendosi rispondere che il contributo della Camera di Commercio era già stato decisamente elevato (peraltro è difficile non essere d'accordo con questa opinione). Insomma era un "no" deciso ad aprire ancora i cordoni della borsa, accompagnato dal suggerimento di trovare finanziamenti per l'evento in quei 40mila euro già assegnati. Mentre il Comune a quanto pare avrebbe appunto voluto altri finanziamenti e da qui sarebbe partita una serie di "battibecchi" fino ad arrivare al concreto rischio della cancellazione di "Modena terra di motori".
Vediamo ora che accadrà e soprattutto che ruolo ricopriranno quanti "giocano" intorno alla manifestazione, a partire dalle principali associazioni automobilistiche modenesi come il "Circolo della Biella" e "Motori Modena". La manifestazione, appaltata per l'organizzazione alla società VisionUp, dipende dalla società "Motorsite" che ha sede in via Scudari 10 a Modena, la stessa del consorzio Modenatur. «Motorsite - La Terra dei Motori - si legge sul sito della società - nasce dall'idea di sviluppare percorsi turistici legati al mondo dei motori in Emilia-Romagna, una regione ricca di luoghi ed eventi direttamente collegati a questo tema. Per un misterioso incrocio della storia, infatti, in un fazzoletto della Pianura Padana tra Modena e Imola è nato questo aggregato di industrie meccaniche, circuiti, eventi motoristici, musei e collezioni private che contribuiscono a formare un’offerta turistica unica al mondo». Occorre allora fare di tutto per salvare "Modena terra di motori" con le sue esposizioni di Maserati, Ferrari, Stanguellini, Pagani, Lamborghini, Ducati, in centro storico, con la sua notte bianca, con il suo concorso di eleganza di Salvarola terme e il Memorial circuito automobilistico che si svolge da ormai sette edizioni. E non basterà dire che tanto a settembre in Fiera si svolge "Modena Motor Gallery".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
