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Movida, chiusi i rubinetti dell’hascisc a Modena

di Stefano Totaro
Movida, chiusi i rubinetti dell’hascisc a Modena

Arrestati due spacciatori maghrebini nella zona della Pomposa: sequestrati 28 chili di droga del valore di 300mila euro

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Dieci arresti in un giorno, tra spacciatori e ladri, schierando sul territorio 21 equipaggi, ovvero 42 agenti. La Questura ha fatto scendere in campo tutte e due le sue squadre, Mobile e Volante, perchè “l’effetto neve” (freddo e maltempo che mettono in stand-by i malviventi) stava ormai finendo e sul territorio si stava ricominciando a rubare nelle case, a spacciare con assiduità, a rubare nei negozi. Nell’ambito di questa operazione, l’altra sera è stato dato un duro colpo allo spaccio di droghe leggere nella cosiddetta movida. In manette sono finitI due spacciatori maghrebini e sono stati sequestrati 28 chili di hascisc, un quantitativo che, nel tempo, doveva servire a rifornire la zona.

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Per movida, come hanno spiegato in questura, si intende la zona della Pomposa, l’area del centro storico di maggior richiamo, assieme a quella di via Gallucci (sono comunque collegate fra loro per l’interscambio dei frequentatori) all’interno della quale si trovano le compagnie di ragazzi, di amici, di studenti. Un’area contenitore dove ci sono locali e c’è possibilità di incontro. Gli spacciatori per vendere droga leggera vanno dove ci sono i ragazzi che la consumano. Purtroppo, ed è l’allarme del Sert da parecchi anni, hascisc e marijuana sono sempre più diffuse tra gli adolescenti, il consuma, e pertanto la domanda, è alto. Ne deriva che le forze dell’ordine devono effettuare un controllo del territorio assiduo, notando spostamenti, tenendo d’occhio vecchie conoscenze, effettuando blitz. L’altra sera gli agenti della Mobile hanno bloccato due quarantenni, un tunisino e un marocchino, che si stavano aggirando in zona Pomposa. Subito, al primo controllo, il tunisino è stato trovato in possesso di un piccolo quantitativo, circa 25 grammi di “fumo”. Gli agenti controllano la sua auto, e all’interno trovano mezzo chilo di hascisc. Ma non solo. Dentro alla vettura c’era un foglietto: era una ricevuta di un pagamento di una rata d’affitto, che la padrona di casa aveva voluto fare per non avere a che fare con contenziosi di qualsiasi tipo. Sulla ricevuta c’era l’indirizzo, il posto dove almeno uno dei due ( il marocchino) abitava. I due infatti risultavano senza fissa dimora e per la polizia non sarebbe stato facile effettuare un ulteriore controllo. Controllo che invece è stato fatto a botta sicura: in un casolare di campagna che si trova nel territorio di Bastiglia. Dopo brevi ricerche, ecco che dentro ad un armadio viene trovata la grande scorta, suddivisa in panetti: 28 chili di hascisc. Un valore sul mercato di 300mila euro (al cliente viene venduta a 10-12 euro al grammo). Sequestrati cellulari, un pc e più di mille euro.

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