Bindi: bisogna aggiornare gli strumenti per contrastrare le mafie
La presidente della Commissione antimafia a Reggio e Modena. "Pure la white list è da rivedere, sempre meglio una interdittiva in più"
Norme più flessibili e strumenti da aggiornare, white list comprese. Queste le indicazioni della presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi, che al termine della riunione di oggi a Reggio Emilia, prima di trasferirsi a Modena, spiega: "La Commissione sta lavorando proprio con l'obiettivo di proporre modifiche alla legislazione e agli strumenti che abbiamo in possesso, i quali hanno avuto una loro efficacia ma dopo alcuni anni di applicazione mostrano i loro limiti".
Tra le novità, Bindi annuncia una maxi revisione delle norme sui beni confiscati alla mafia e sugli appalti, mentre un caposaldo restano le interdittive antimafia. "Penso che non bisogna avere paura dell'applicazione della legge, dobbiamo invocare sempre la norma, e dove una prefettura ravvisa gli estremi è meglio dare una interdittiva in più che una in meno", spiega Bindi.
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Infatti "è la legge che fa crescere un Paese, non l'illegalità o le mafie". Inoltre, aggiunge la presidente, "ci auguriamo che le camere approvino la nostra proposta che è quella di prevedere un istituto di amministrazione controllata".
E cioè, specifica, "se un'impresa risulta a rischio di inquinamento, ma i suoi vertici sono sani, può essere accompagnata per una fase a fare pulizia al proprio interno per tagliare i rami secchi e permettere ad azienda di continuare a lavorare".
Lo stesso Cantone, evidenzia Bindi, "lo ha fatto per expo: non si sono interrotti i cantieri ma si è sostituito l'amministratore e si è andati avanti". Dunque "dobbiamo acquisire questa mentalità che mette un pò insieme legalità e sviluppo economico". Forse, aggiunge poi la parlamentare del Pd, "anche le white list sono da rivedere perchè fanno una fotografia alla mafia, ma questa non sta mai ferma e bisogna seguirla come una pellicola".
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