Mercatone, istanza di fallimento per i punti vendita Tre Stelle
il gruppo spera in acquirenti stranieri. Sindacati in ansia. A Modena coinvolti 120 lavoratori, 30 dei quali in cassa integrazione
Il gruppo Mercatone ha presentato oggi istanza di fallimento in tribunale per tutti i propri negozi a marchio Tre Stelle. Anche per il punto vendita di Beinasco, nel Torinese, l'unico che era rimasto aperto finora. Intanto, l'azienda fa sapere che qualche investitore anche straniero sarebbe interessato ad un eventuale intervento nel gruppo, ma per ora non c'è nulla di concreto.
Lo riportano i sindacati dopo il nuovo incontro di oggi a Bologna, all'hotel Europa, con la dirigenza di Mercatone. Dopo la presentazione in tribunale a Bologna della richiesta di concordato preventivo il mese scorso, si riunirà il 27 febbraio il tavolo in regione sulla crisi dell'azienda nazionale di distribuzione. Servirà a verificare se esistono appunto possibili investitori e un piano industriale che possa rilanciare la attività, salvaguardando i posti di lavoro.
Tuttavia anche oggi, così come dopo l'incontro del 5 febbraio (ne seguirà un terzo di aggiornamento il 24), il faccia a faccia tra direzione aziendale e rappresentanti dei lavoratori ha dato pochi risultati. A disposizione degli eventuali investitori c'è tempo fino al 28 febbraio, così come riportato dal gruppo in un annuncio sul "Sole 24 Ore", per farsi avanti.
La speranza di lavoratori e sindacati è che qualcosa si sblocchi sul serio, anche perchè pure dal pressing sui ministeri finora si sta ottenendo poco. Oltre ai dipendenti diretti sono a rischio i lavoratori dell'indotto, nella logistica e nei servizi. La situazione è aggravata dal fatto che, per la quasi totalità delle società del gruppo, si stanno utilizzano ammortizzatori in deroga, che al massimo potranno essere prorogati fino al prossimo maggio.
"La situazione è complicata e il destino del gruppo non è ancora del tutto chiaro, la liquidità è limitata e le chiusure proseguono. Attendiamo sviluppi fin dal prossimo incontro", evidenzia Rosa Dammicco della Filcams-Cgil di Modena, territorio dove si contano circa 120 lavoratori, di cui 30 già in cassa integrazione, dipendenti dei due negozi ex Tre Stelle di San Cesario e Medolla, chiusi la scorsa primavera. Gli altri 80 addetti modenesi sono quelli al lavoro nei due punti vendita Mercatone uno di Castelfranco Emilia e Sorbara.
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