«Dalla Modena subito mezzo milione»
È la provvisionale proposta da Policlinico, Regione, Amici del Cuore. La difesa chiede piena assoluzione per la ex direttrice
Quasi mezzo milione di euro: è la richiesta complessiva di provvisionale per danni chiesta dalle tre parti civili alla professoressa Maria Grazia Modena, la cardiologa ex direttrice della Struttura complessa del Policlinico imputata al processo a porte chiuse con rito abbreviato davanti al gup Andrea Romito per numerosi gravi reati: corruzione, truffa la servizio sanitario, abuso d’ufficio e associazione a delinquere oltre che di reati sanitari e abusi in tema di concorsi. I suoi difensori, al termine delle arringhe, hanno chiesto la sua assoluzione. La sentenza è prevista per lunedì prossimo.
Le parti civili ritengono di aver subito danni consistenti dalle presunte attività illecite che si consumavano attorno alla équipe del dottor Massimo Sangiorgi, tra il 2009 e il 2012, quando era direttore della Emodinamica. E quando la direttrice era proprio la Modena.
La Regione Emilia-Romagna, tramite l’avvocato mariano Rossetti, ha quantificato una richiesta di provvisionale per lei da 150mila euro, chiedendo la condanna della cardiologa e annunciando la volontà, in caso di condanna, di chiedere un risarcimento in sede civile.
Ieri l’avvocato Roberto Mariani ha chiesto 50mila euro di provvisionale per conto degli “Amici del Cuore”, associazione riconosciuta come parte civile in quanto non solo radicata sul territorio ma in quanto negli anni ha avuto un importante ruolo specifico per la cardiologia modenese e del Policlinico.
Poi è stata la volta dell’avvocato Andrea Mattioli che ha esposto la posizione lesa del Policlinico. L’ospedale, secondo il legale, ha subito un danno tuttora inquantificabile. Non è possibile, ha detto al giudice, stabilire l’entità delle perdite complessive sia a livello finanziario che di immagine, per lo scandalo che ha travolto il reparto allora guidato dalla Modena. Secondo dati ancora approssimativi, se la massa finanziaria legata alle attività della Struttura complessa di Cardiologia arrivava nel 2009 a 13,5 milioni di euro, nel 2013, quando quasi tutto lo staff medico era agli arresti, era crollata a 9 milioni. Il Policlinico ha registrato anche un forte calo di pazienti. Non solo: la credibilità dell’intero reparto, che fino ad allora era reputato di eccellenza, è stata scalfita e lo staff attuale deve lavorare duramente per recuperarla. Per questi motivi il Policlinico ha chiesto la condanna con risarcimento in separata sede e intanto una provvisionale di 250mila euro.
In totale, quindi, le tre parti civili hanno chiesto per la Modena una provvisionale di 450mila euro.
All’udienza di ieri, come sempre a porte chiuse e come sempre con la professoressa Modena presente, hanno parlato per ore i difensori della professoressa Modena: gli avvocati Massimiliano Iovino e Luigi Stortoni, hanno elencato voce per vice i motivi per cui ritengono infondate tutte le accuse contro la cardiologa chiedendo infine l’assoluzione di tutti i capi di imputazione.
La pubblica accusa, pm Marco Niccolini, per lei aveva chiesto sei anni e mezzo complessivi di carcere già compresivi dello sconto per il rito scelto.
Richiesta di assoluzione anche per il dottor Alessandro Mauriello del Policlinico di Roma Tor Vergata per il quale il pm aveva chiesto 6 mesi per dissezioni anatomiche non autorizzate e l’uso di attrezzature non autorizzate.
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