Gazzetta di Modena

Modena

Era un padre ansioso, non stalker: assolto

Il giudice riconosce che il 40enne che tempestava di chiamate la ex era preoccupato per la sua bimba

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Assolto perché «il fatto non costituisce reato». Le chiamate, per quanto fossero insistenti e cariche di ansia, non erano motivate da intenzione maligne. Non era uno stalker, insomma, come lo accusava la moglie. Era solo un padre angosciato da cosa stava accadendo alla figlia e che voleva aiutarla e controllarla.

È quanto ieri mattina è emerso al termine del processo contro il 40enne residente a Modena accusato di perseguitare la ex moglie per amore della figlia diventata obesa. Un caso singolare che però ha una valenza diffusa, dato che ormai si moltiplicano i casi di padri che cercano di intervenire in questo modo nell’educazione dei figli affidati a una ex moglie con la quale sono in totale rottura. Anzi, come in questo caso, ai ferri corti.

La vicenda si è consumata nel mese di novembre del 2012. Il 40enne, una guardia giurata di origini napoletane, si era separato dalla moglie nel modo peggiore. I due non si parlano o litigano. I rapporti tra i due si interrompono e la donna si allontana per un certo periodo da Modena e torna a casa dei suoi parenti. Ma si porta dietro la figlia, una bambina che frequenta le elementari. E quando ritornano a Modena il padre scopre che la figlia è diventata obesa. Non ha dubbi: è lo stress da separazione. Comincia così uno tentativo, per niente gradito, di dire la sua alla ex moglie e anche alla figlia. Le cerca continuamente facendo la posta sotto la casa di lei, cercando di fermarla per la strada e anche attraverso continue telefonate che diventano martellanti. Finché la ex moglie esasperata si rivolge alle forze dell’ordine e denuncia l’ex coniuge. La Procura indaga sul caso e dà ragione alla donna. Tanto che il 40enne, assistito dall’avvocato Giuseppe Calaresu, viene indagato e poi rinviato a giudizio per l’odioso reato. In sostanza è accusato di persecuzione ai danni della ex moglie.

La difesa ha sempre sottolineato che se la guardia giurata ha ecceduto nei contatti lo ha sempre fatto solo per amore della bambina: l’uomo era visibilmente angosciato dallo stato della figlia che riteneva anomalo e riconducibile alla separazione. E anche all’affidamento che la moglie, a detta dell’imputato, avrebbe trascurato più volte. In aula il giudice Barbara Malvasi ha ascoltato le parti e ieri ha emesso una sentenza di assoluzione.

Carlo Gregori

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