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«Il lungo blackout? Non fu colpa nostra»

di Marcello Radighieri
«Il lungo blackout? Non fu colpa nostra»

Enel, Hera, Terna e Iren si autoassolvono davanti al consiglio regionale e promettono che risarciranno gli utenti colpiti

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Un evento «eccezionale». Parole che ieri, in Regione, risuonavano come un vero e proprio mantra. Da una parte le società multiservizio, che le usavano a mo’ di “giustificazione”, dall’altra i consiglieri della commissione Territorio, che cercavano invece di smontarle, sostituendole con aggettivi come «normale» e «ordinario». In viale Aldo Moro, ieri mattina, è andata in scena “l’audizione delle spiegazioni”.

I vertici di Enel, Hera, Iren e Terna erano chiamati a rispondere nel dettaglio sui disservizi legati al maltempo del 5-6 febbraio scorso, che hanno riguardato gran parte della popolazione – secondo alcune stime intorno al 10% degli emiliano-romagnoli. Solo a Modena e provincia, stando ai dati forniti da Hera, «alle 21 del venerdì risultavanointerrotte le forniture a 6mila 800 clienti».

SITUAZIONE ESTREMA. «L’ultima riparazione – ha spiegato Stefano Pelliconi, direttore Gas ed energia elettrica della multiutility - è stata effettuata nella mattinata di domenica. E per arrivare sul posto, giusto per fare capire le difficoltà in cui si operava, è stato necessario ricorrere ad una motoslitta». Hera – che gestisce l’erogazione di energia elettrica in parte delle provincie di Modena e Bologna – ha inoltre contato 72mila interruzioni del servizio idrico, a causa del black out generale. Un disservizio che la multiutility ha cercato di alleviare trasportando mezzo milione di litri d’acqua con autobotti.

Terna, la società che gestisce le reti ad alta tensione, ha contato una trentina di linee disalimentata, per un totale di 300 km. E i numeri forniti da Enel sono ancora più impressionanti: «Su 2,5 milioni di clienti, circa 200mila sono stati interessati ai disservizi. Il Servizio Guasti ha ricevuto circa 700mila telefonate». Insomma, buona parte del territorio si è ritrovata senza luce ed acqua per una nevicata Non una nevicata normale, però.

I vertici delle società si difendono puntando il dito contro le caratteristiche della neve caduta, particolarmente pesante e bagnata. Caratteristiche che hanno portato alla caduta di alberi e alla formazione di manicotti di ghiaccio particolarmente grandi attorno ai conduttori. Le altre conseguenze del maltempo, poi, avrebbero completato un quadro che rendeva complicato l’intervento.

TUTTO COMPLICATO.«L’impossibilità di far decollare gli elicotteri», le vie di comunicazioni bloccate e le «difficoltà riscontrate nelle telecomunicazioni» sono infatti annoverate tra le altre cause dei disservizi. Da parte loro, comunque, le società si difendono, dichiarando di essere entrate in fase di preallerta a tempo debito ed elencando le centinaia di mezzi e tecnici impiegati per l’occasione. Solo Enel rivendica di aver eseguito oltre 1400 interventi, pari al 20% della media annua.

RIMBORSI GARANTITI. Comunque, l’azienda elettrica promette rimborsi. Secondo quanto previsto dall’ l’Autorità garante, infatti, «Enel è tenuta a rimborsare direttamente in bolletta (senza che il cliente debba farne richiesta) una quota del danno patito: l’entità del rimborso dipende dal tipo di clientela (domestica, industriale, ecc.) e dalla durata del guasto». Per quanto riguarda le utenze domestiche, il tesso massimo è fissato a 300 euro. Non appena la parola è passata ai consiglieri, però, l’eccezionalità dell’evento meteorologico è subito stata messa in discussione. In tanti, pur riconoscendo le specificità di questa nevicata, hanno ricondotto il tutto ad un normale fenomeno stagionale o comunque non tale da giustificare i disservizi - quelli si eccezionali. Solo l’assessore alla Difesa del suolo e della costa, Paola Gazzolo– con l’eccezione di Lia Montalti - ha ribadito l’assoluta eccezionalità del fenomeno, giustificando in questo modo la richiesta dello stato di emergenza – che, qualora approvato dal Governo, dovrebbe prevedere «rimborsi fino al 100% dei danni accertati dai Comuni».

LA COMUNICAZIONE. L’attenzione dei consiglieri è caduta sulla mancanza di comunicazione nei confronti dei sindaci, ma larga parte del dibattito è stata riservata anche al capitolo manutenzione. Da parte loro, i dirigenti si sono difesi negando le denunciate difficoltà di comunicazione e ribadendo l’impegno costante e continuo per evitare malfunzionamenti della rete, anche attraverso l’impiego di nuove soluzioni tecnologiche. Gianluigi Fioriti, responsabile infrastrutture di Enel, ha poi sottolineato che «un costante piano di investimenti rende la rete elettrica in questa regione un’eccellenza nazionale, tanto da costituire un punto di riferimento anche a livello internazionale. Le cabine telecontrollate di recente realizzazione sono una sorta di fiore all’occhiello».

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