Il piccolo Sufi ritrova la luce al Policlinico
Gara di solidarietà per aiutare il bimbo di 9 mesi giunto dal Saharawi per riacquistare la vista
MODENA. Rivedere la luce. Sufi ha nove mesi, ma da quando ne ha due soffre di cataratta bilaterale. Se fosse rimasto dove si trovava, nel deserto dell’Algeria, rischierebbe di essere cieco a vita. Oggi sarà operato al Policlinico a entrambi gli occhi. «Prima di venire qui ero preoccupata - ha raccontato Darifa, la mamma - poi ho ricevuto le rassicurazioni dei medici».
Il dottore che effettuerà l’operazione è Gian Maria Cavallini, direttore di Oftalmologia. «Abbiamo accelerato tutte le pratiche - ha spiegato Cavallini - perché siamo un po’ in ritardo. Sufi potrà tornare a casa con una discreta, se non buona capacità visiva. La procedura prevede una microincisione di 1.4 millimetri, contro i tre della chirurgia normale, e il posizionamento di due cristallini artificiali». Nel luglio 2013 il medico e la sua equipe avevano praticato un intervento analogo a due gemelli allora di nove anni, originari del Saharawi come Sufi. «Non posso andare sul posto - ha ripreso il dottore - perché serve una tecnologia molto elevata. L’intervento durerà circa quaranta minuti per occhio».
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Sufi e Darifa sono giunti a Modena grazie all’interesse del senatore Stefano Vaccari. «A dicembre ha guidato una visita - ha riconosciuto Omar Mih - non è stato facile per i problemi della burocrazia, ma grazie anche all’intervento del Consolato italiano in Algeria oggi è qui». Omar rappresenta in Italia il fronte di Liberazione Popolare di Saguia el Hamra e del Río de Oro o Polisario, che da oltre 40 anni chiede l’indipendenza per i Saharawi. «Il segretario generale dell’Onu s’è interessato a noi - ha ripreso Omar - l’11 febbraio è arrivato il suo inviato, che sta incontrando le autorità del Marocco. Chiediamo un referendum». Dal 2009 il Comune di Formigine mette a disposizione Villa Sabattini per i bambini saharawi bisognosi di cure . Dallo stesso anno chirurgi pediatrici, urologi e anestesisti del Policlinico collaborano con l’associazione di medici ospedalieri With You e con l’associazione di solidarietà Kabara Lagdaf. «È il nome della prima bambina ospite - ha spiegato il presidente, Fabio Campioli - ogni anno facciamo progetti per oltre 100mila euro». «C’è bisogno di forze in campo - ha confermato la volontaria Cecilia Frigieri - faccio un appello ai giovani modenesi. Sono esperienze fantastiche, serve solo parlare la lingua dei bambini».
Con il progetto “Stop the saharawi children stones”, promosso dalle due associazioni, ci sono stage formativi per medici e assistenza per bambini. «Dal 2007 ho seguito 76 casi umanitari - ha concluso il dottor Pier Luca Ceccarelli, chirurgo pediatrico e presidente di With You - di cui oltre il 90% di chirurgia pediatrica o urologia. Molti giovani pazienti rischiano l’insufficienza renale. Il 29 dovremo scendere nei campi per operarli».
Gabriele Farina
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